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Relgione ebraica

la religione ebraica

Ecco alcune informazioni storiche sulla religione ebraica, nota come ebraismo.

Storia


La storia degli Ebrei comincia con Abramo, che riceve da Dio l’invito a lasciare la sua terra, a dirigersi verso un nuovo paese: la Terra Promessa.
A differenza degli altri popoli antichi (civiltà mesopotamiche, Egizi, Greci, Persiani) gli Ebrei sono monoteisti (la loro religione è l'ebraismo), credono dunque in un solo Dio, Jahwéh.
Ad Abramo succede il figlio Isacco, a cui segue poi il figlio Giacobbe, anche chiamato Israele, da cui il nome del popolo.
Nel 1700 a.C., a causa di una terribile crisi, gli Ebrei sono costretti a trasferirsi in Egitto, dove vengono però ridotti in schiavitù. Questa situazione dura per circa 500 anni, fino a quando Mosè riesce a sfuggire alla strage dei figli maschi ebrei ordinata dal faraone (perché il numero della popolazione sta crescendo e si teme una rivolta), e viene allevato come lo stesso figlio del sovrano d’Egitto. Cresciuto poi e scoperte le sue origini, conduce il suo popolo attraverso il Mar Rosso, e dopo quarant’anni di peregrinaggi per il deserto giunge infine nella Terra Promessa: l’attuale Palestina.
Quando ancora si trova nel deserto, sul monte Sinai, Mosé riceve le tavole della legge da Jahwéh.
La vita in Palestina non si rivela facile, infatti hanno inizio dei contrasti, che ancora oggi perdurano, con le popolazioni locali.
Il primo re d’Israele fu Saul, seguito da Davide, celebre per aver sconfitto il gigante Golia. Famosa è anche la sua stella, formata da due triangoli sovrapposti, che diviene il simbolo della religione ebraica.
A Davide segue il saggio Salomone, sotto cui ci fu per Israele un periodo di prosperità e tranquillità.
Salomone fa costruire il tempio di Gerusalemme, in cui è conservata l’Arca dell’Alleanza che custodisce le tavole della legge e simboleggia la presenza di Dio.
Alla morte di Salomone 10 delle 12 tribù che formavano il popolo ebraico si separano, e formano un nuovo regno che mantiene però il nome di “Regno d’Israele”. Le due tribù rimanenti, sotto il governo del figlio di Salomone, fondano il “Regno di Giuda” o Giudea.
Nel 587 a.C. il re di Babilonia Nabucodonosor distrugge Gerusalemme e lo stesso tempio, gli Ebrei sono costretti all’esilio e ha inizio così la diaspora: il lungo processo di dispersione degli Ebrei nel mondo.
Con gli anni il tempio viene ricostruito, ma nel 70 d.C. sono i Romani a riconquistarlo e distruggerlo.
Con l’affermarsi del Cristianesimo gli Ebrei incontrano difficoltà sempre maggiori: sono accusati di aver assassinato Gesù Cristo, di essere degli inviati del diavolo e di praticare le arti magiche. A loro vengono attribuite molte disgrazie come la diffusione della peste, e con il passare del tempo vengono sempre più odiati e disprezzati, costretti a vivere in ambienti separati e a portare segni di riconoscimento.
La discriminazione contro gli Ebrei giunge al culmine con l’antisemitismo nazista della seconda guerra moindiale che, sotto Hitler, uccise più di 6 milioni di Ebrei.

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