Concetti Chiave

  • Giovanni Damasceno, vissuto tra il 650 e il 749, è considerato il più importante difensore delle immagini sacre e il primo "teologo dell'immagine" con i suoi "Discorsi apologetici".
  • Si oppose al divieto dell'Antico Testamento riguardo alle immagini, sostenendo che esso non si applicava ai cristiani che conoscono il volto di Dio in Gesù Cristo.
  • Fu proclamato santo e Dottore della Chiesa, con il Concilio di Nicea II che riconobbe il suo fondamentale contributo nella difesa della fede cristiana.
  • Le sue opere principali, come "Fons cognitionis" e "De natura composita contra acephalos", sistematizzano la teologia patristica e affrontano diverse eresie cristologiche.
  • Giovanni affermò che lo Spirito Santo procede dal Padre attraverso il Figlio, stabilendo una distinzione tra la processione originaria e quella derivata.

Giovanni Damasceno e l'iconoclastia

Giovanni Damasceno (650 circa -749) ritenuto il più importante difensore della figurazione cristiana con i tre "Discorsi apologetici" contro l'iconoclastia, il primo "teologo dell'immagine"

Riguardo al divieto contenuto nel Libro dell'Esodo, che proibiva agli Ebrei di rappresentare le persone e di rendere culto idolatra a quelle rappresentazioni, il Damasceno, a difesa delle immagini sacre, si oppose osservando che il divieto dell’Antico Testamento si riferiva agli Ebrei, ma non ai cristiani. Il divieto ha un carattere eminentemente didattico, perché in altre parti della Sacra Scrittura troviamo passi dal significato totalmente opposto. Dio, per esempio, ordina di adornare il tempio e l’Arca dell’alleanza con le sculture dei cherubini. Quindi il divieto del libro dell’Esodo non ha il carattere definitivo e non si applica ai cristiani, che si trovano in una situazione completamente diversa da quella degli Ebrei dell’Antico Testamento: i cristiani conoscono il volto di Dio, che si è rivelato e fatto uomo, con un volto umano nella persona di Gesù Cristo.

Il concilio di Nicea II e la santità

Gli iconoclasti lo condannarono anche dopo la sua scomparsa; ma i Padri del Concilio di Nicea II nel 787 lo inclusero ripetutamente fra gli eroici campioni della Fede.

Proclamato santo e Dottore della Chiesa, è ricordato tradizionalmente il 4 dicembre, nel Nuovo Calendario del Concilio Vaticano II.

La leggenda della Madonna Tricherusa

Una leggenda devozionale molto diffusa sull'amputazione di una sua mano racconta che: Giovanni avrebbe offerto la mano tagliata ad un'immagine della Madonna, senza chieder nulla. Dall'icona sarebbe uscita una mano della Vergine, che avrebbe riattaccato l'arto offeso. Allora Giovanni fece applicare all'icona una mano votiva d'argento. Col successo delle tesi del Santo, crebbe anche la fama di questa Madonna con tre mani, detta Tricherusa, frequente nell'iconografia ortodossa, di cui si conserva una copia presso il Monastero di Hilandar, nella penisola del Monte Athos, repubblica monastica in territorio greco.

Contributi teologici e filosofici

Vissuto già sotto la dominazione musulmana, Giovanni Damasceno volle soprattutto raccogliere l'insegnamento degli autori antichi della tradizione cristiana, quindi nelle sue opere riprende dispute ed eresie anche già condannate per affermare con decisione le sue posizioni, che saranno riprese anche successivamente

Difesa delle sacre icone

Si occupò soprattutto dell'Incarnazione, fondandosi su presupposti filosofici aristotelici; portò un contributo alla mariologia difendendo gli attributi particolarissimi della Vergine; combatté l'iconoclastia, distinguendo tra l'adorazione dovuta a Dio e la venerazione verso i santi e le reliquie, Il concilio di Niceo II ha riconosciuto e ha ripreso il suo pensiero per la difesa del culto legittimo delle sacre icone perché ha saputo alleare la teologia dell'incarnazione e la teologia della bellezza, creando uno spazio liturgico dove "il cielo è sceso sulla terra." combatté le eresie cristologiche ma anche altre religioni come l'Islam, analizzò il Corano, lo paragonò alla Bibbia, e ne dedusse che fosse un'eresia. distinse in Dio la prescienza (Uno degli attributi divini per cui Dio non può ignorare nulla di quanto accadrà) dalla predestinazione, riconoscendo cioè la libertà umana.

Sottolinea il fatto che, prendendo la condizione umana, il Cristo gli porta la salvezza e chiama l'essere umano a condividere la vita divina, a conoscere la deificazione.

Processione dello Spirito Santo

Afffermò la processione dello Spirito Santo dal Padre ma solo "attraverso" il Figlio; il Padre spira lo Spirito Santo e conferisce al Figlio di essere principio di processione, lo Spirito procede pertanto da entrambi (perchè il Padre ed il Figlio sono una cosa sola) ma procede dal Padre in via principiale ed originaria e dal Figlio in via donata, comunicata, derivata, ricevuta, secondaria e mediata.

Opere principali di Giovanni Damasceno

Le sue opere principali sono: Fons cognitionis, De natura composita contra acephalos, De fide contra Nestorianos, Adversus Nestorianos, Dialogus contra Manichaeos e Laudatio sanctae Barbarae.
Fons cognitionis

L'opera composta da tre parti: capitoli filosofici o Dialettica, libro delle eresie e capitoli teologici o "sulla fede ortodossa".

Contiene la prima sistematizzazione della teologia patristica di tradizione greca (filosofia cristiana dei primi secoli, elaborata dai Padri della Chiesa) giunta a noi in due redazioni, costituisce finora l’insegnamento sull’iconoclastia più fedele alla dottrina cristiana.

Critica agli acefali e ai nestoriani

De natura composita contra acephalos

In quest'opera Giovanni Damasceno critica gli acefali, eretici (senza capo spirituale) monofisisti del V secolo, che negavano la duplice natura, divina e umana, di Cristo, riconoscendo in lui la sola natura divina. Questa corrente eretica fu elaborata nel sec. V dal monaco bizantino Eutiche e fu condannata come eretica dal Concilio di Calcedonia (451).

Giovanni scrive due opere contro i nestoriani: De fide contra Nestorianos e Adversus Nestorianos.

Nella dottrina nestoriana la natura umana e la natura divina di Cristo sono separate, l'uomo Gesù è abitato da Dio.

La dottrina prende nome da Nestorio, patriarca di Costantinopoli (ca. 381-451) che "Afferma la totale separazione delle due nature del Cristo, quella divina e quella umana", negandone l'unione ipostatica (due sostanze).

I nestoriani furono perseguitati nell’impero bizantino dopo il Concilio di Efeso (431).

Contro il manicheismo

In quest'opera si schiera contro il manicheismo una religione che, a partire dal 3° secolo d.C., si diffuse in Asia, in Europa e in Africa.

Secondo i manichei la realtà si fonda sull’incessante conflitto tra Bene e Male, Luce e Tenebre, il compito della religione consiste nel liberare la luce intrappolata nella materia.

L'aggettivo manicheo, indica colui che considera le cose o ‘bianche’ o ‘nere’, senza prendere in considerazione le sfumature.

Secondo il cristianesimo solamente il Bene è il principio di tutto e il Male si configura come una degenerazione del Bene (Satana è infatti un angelo decaduto).

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Domande da interrogazione

  1. Chi è Giovanni Damasceno e quale ruolo ha avuto nella difesa delle immagini sacre?
  2. Giovanni Damasceno, vissuto tra il 650 e il 749, è considerato il più importante difensore della figurazione cristiana, noto per i suoi tre "Discorsi apologetici" contro l'iconoclastia, affermandosi come il primo "teologo dell'immagine".

  3. Qual è la posizione di Giovanni Damasceno riguardo al divieto di rappresentazione contenuto nel Libro dell'Esodo?
  4. Damasceno sostiene che il divieto di rappresentazione si applica solo agli Ebrei e non ai cristiani, poiché questi ultimi conoscono il volto di Dio rivelato in Gesù Cristo, e cita esempi biblici che giustificano l'uso delle immagini sacre.

  5. Qual è il significato del Concilio di Nicea II per Giovanni Damasceno?
  6. Il Concilio di Nicea II, tenutosi nel 787, ha riconosciuto Giovanni Damasceno come un eroico campione della Fede, proclamandolo santo e Dottore della Chiesa, consolidando così la sua importanza nella tradizione cristiana.

  7. Quali sono i principali contributi teologici di Giovanni Damasceno?
  8. Giovanni Damasceno ha contribuito alla mariologia, alla difesa delle sacre icone e ha analizzato le eresie cristologiche, distinguendo tra adorazione e venerazione, e affermando la processione dello Spirito Santo dal Padre "attraverso" il Figlio.

  9. Quali opere principali ha scritto Giovanni Damasceno e quale importanza hanno?
  10. Le opere principali di Giovanni includono "Fons cognitionis" e "De natura composita contra acephalos", che rappresentano una sistematizzazione della teologia patristica e una critica alle eresie, contribuendo significativamente alla dottrina cristiana e alla lotta contro l'iconoclastia.

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