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CRISTIANESIMO A CONFRONTO CON PAGANESIMO ED EBRAISMO

Il prevalere del cristianesimo nel mondo greco-romano determinò un nuovo indirizzo della filosofia. Il cristianesimo non si presentò mai e tuttora non si presenta come una filosofia; esso non è un’adesione a una nuova dottrina, ma l’incontro con Cristo che rivoluziona la vita. Tuttavia il cristianesimo non avrebbe potuto affermarsi stabilmente sulle più alte espressioni filosofiche della cultura pagana se non avesse compiuto, oltre alla semplice opera di proselitismo, anche un lavoro di chiarimento dottrinale di alto livello, capace di definire la visione cristiana del mondo e i connessi problemi teologici: per far questo il pensiero filosofico divenne indispensabile.
Inoltre la riflessione dei pensatori cristiani fu stimolata dall’urgente bisogno di difendersi dalle accuse degli avversari, ebrei e pagani(paganesimo dal latino “pagus” ossia villaggio poiché il cristianesimo si diffuse dapprima nelle città e più lentamente in campagna; il termine “pagano2 finì per significare “non cristiano”). Ebrei e pagani, con lo scopo di impedire la diffusione del cristianesimo, formularono precise accuse contro di esso: A)Accuse ebraiche: nel Talmud (termine ebraico con cui sono designate le dottrine e gli scritti post-biblici messi per iscritto verso il V secolo d.C.) e nella letteratura post talmudica Gesù è chiamato Notzrì ovvero il Nazareno, altre volte è chiamato Ben Pandera, altre volte Ben Stada (Ben = nato da): nel primo caso con allusione al padre, nel secondo in riferimento alla madre che sarebbe stata cacciata dal marito Giuseppe, perché sospettata di adulterio(stada = adultera) con un soldato romano di nome Pandera. Gesù è presentato come un mago, accusato di stregoneria e di corruzione di popolo e per questo condannato a morte. Nel Talmud sono anche condannati i minim, parola che servì a designare i cristiani definiti impuri, perché non presenti sul Monte Sinai quando Mosè ricevette da Dio i dieci comandamenti. Quasi tutti i precetti del Talmud rabbinico invitano gli ebrei ad evitare i cristiani. B) Accuse dei pagani: molte accuse si trovano nelle opere di Celo, vissuto nel II secolo d.C. e in quelle di Plotino, filosofo neoplatonico vissuto nel III secolo d.C. Celso riprende alcune accuse ebraiche: Gesù è un mago, uno stregone che cerca di ingannare il popolo con i suoi trucchi; ma Celso affronta la questione anche in termini filosofici respingendo l’idea cristiana dell’incarnazione ovvero di Dio fattosi uomo: l’idea di un Dio che rinuncia alla propria grandezza per diventare uomo e salvare l’uomo dal peccato sembra a Celso la cosa più barbara frutto della fantasia religiosa cristiana poiché estranea alla tradizionale mentalità greco-romana. I neoplatonici, fra cui Plotino, rimproverano al cristianesimo: - una concezione rozza della divinità: un Dio che ha una sua volontà, un suo pensiero, un suo amore per le sue creature è quanto di meno filosofico si possa concepire; - E' inconcepibile il rapporto cristiano fra uomo e Dio, ovvero l’idea che ogni uomo possa accedere direttamente a Dio mediante la fede e la preghiera e in tal modo giungere alla salvezza; la salvezza per i pagani è raggiungibile solo con la cultura e con lo studio ed è accessibile solo ai sapienti. Per Plotino con la cultura e lo studio l’uomo si eleva, in quanto non occorre credere ma è necessario comprendere; il Dio cristiano che dice di essere venuto per tutti e che si può raggiungere soltanto con la fede e anche senza la sapienza, è un Dio estremamente volgare.

Il cristianesimo è pertanto una religione assurda e irrazionale. In realtà il cristianesimo era temuto perché con il suo messaggio di fraternità e uguaglianza fra gli uomini scardinava la società romana divisa in proprietari e schiavi; gli schiavi con il loro lavoro mandavano avanti l’economia dello Stato romano. In risposta alle accuse ebraiche e pagane il cristianesimo elaborò un lavoro dottrinale che durò alcuni secoli ed è suddivisibile in tre momenti fondamentali: 1)quello dei padri apostolici del I secolo d.C. chiamati così perché legati agli apostoli di Gesù e alla loro predicazione; nelle loro opere essi trattano solo di argomenti religiosi; 2)Quello dei padri apologisti, i quali nel corso del II secolo d.C. condussero una sistematica difesa o apologia del cristianesimo: sono proprio i padri apologisti i primi a utilizzare la filosofia per difendere meglio il cristianesimo dagli attacchi pagani ed ebrei; 3)Quello dei padri della Chiesa, pensatori cristiani che hanno contribuito a spiegare la dottrina cristiana a tutti e le cui opere sono state fatte proprie dalla Chiesa; la filosofia ricopre un ruolo considerevole.

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