[L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks

Siamo fatti di sensi e di sentimenti. Ma questo non basta: quali affetti e quali passioni possiamo coltivare se non possediamo la memoria del nostro passato? Per costruire la nostra identità dobbiamo poterci collocare non solo in una dimensione spaziale ma anche in quella temporale, avere la coscienza del tempo e della generazione a cui apparteniamo, delle nostre origini e delle nostre radici, delle esperienze che abbiamo vissuto. Potremmo benissimo vivere senza la cognizione del tempo, come vive il malato di cui narra il dottor Sacks, ma ci mancherebbero le condizioni essenziali per possedere la consapevolezza del nostro esistere. Il paziente del brano è affetto da una rara sindrome, in questo caso causata dall’alcolismo, che lo ha portato a dimenticare completamente molti anni della sua vita. Egli, nonostante i lati comici della sua vicenda, conduce un’esistenza miserevole, aggrappato a pochi brandelli di ricordi, incapace di provare sentimenti intensi verso le cose e le persone che lo circondano, perso, come un naufrago, nell’oscurità del tempo.

L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello è una raccolta di casi clinici, esaminati da Oliver Sacks nel corso della sua carriera di neuropsichiatra. L’autore ama chiamare anche “storie” o “fiabe” questi casi, che in genere rimangono confinati nei manuali di medicina destinati a pochi specialisti, e li narra con delicatezza e commossa partecipazione. Alla sua clinica si presentano nel corso degli anni personaggi apparentemente normali, la cui interiorità è stata però devastata da rare sindromi, come il famoso musicista che non riconosce gli oggetti e accarezza i parchimetri scambiandoli per teste di bambini, o il simpatico giovanotto che sente la propria gamba come qualcosa di estraneo e tenta di buttarla giù dal letto, o il vecchio nella percezione del proprio equilibrio. All’interesse e all’esperienza dello studioso, Sacks unisce la capacità di romanzare e drammatizzare le sue storie, facendo dei suoi pazienti dei veri “eroi” che, provati dalla sorte, danno il meglio di sé proprio nella malattia.
È difficile stabilire a quale genere letterario appartengano le opere di Sacks, che si situano a metà tra il romanzo e il saggio. La materia, sebbene resa comprensibile ai profani grazie all’innata capacità comunicativa dell’autore, viene espressa in modo preciso e scientifico, tramite l’uso di terminologia specialistica e di vocaboli tratti dal lessico della medicina.
Oliver Sacks nato a Londra, negli anni Sessanta si trasferì negli Stati Uniti, dove divenne professore di neurologia presso l’Albert Einstein College of Medicine di New York. Medico e naturalista, concentra i suoi interessi sui misteriosi legami tra corpo e mente, raccontando i più sconvolgenti casi clinici della sua carriera con passione e grandi capacità narrative. Oltre al famosissimo L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello, pubblicato a Londra nel 1985, molto conosciuto è Risvegli, dal quale fu tratto un film di successo con Robin Williams, commovente storia del temporaneo ringiovanimento di un gruppo di anziani affetti da gravi malattie, grazie alla somministrazione sperimentale di un farmaco particolare. Tra le altre numerose opere apparse negli anni Novanta, particolarmente interessante è Su una gamba sola, in cui il medico Sacks riveste i panni del paziente e, in seguito alla frattura di una gamba, sperimenta su si sé il senso di abbandono e di disperazione provato dai malati.
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