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Trieste


La lirica fu composta tra il 1910 e il 1912, in quest'ultimo fu anche pubblicato sulla rivista ''La Voce''. In questo componimento presenta una forte lirica italiana, in particolare quella di Leopardi.
La lirica si presenta con tre strofe di endecasillabi e inoltre qui troviamo un movimento giocoso delle rime baciate e alternate.
Essa si divide in tre strofe:
La prima strofa è una descrizione parlata al presente: il cammino lungo la strada in salita, l'incontro con la folla, lì il poeta scopre il suo ''cantuccio'' in cui il poeta siede ''solo''.
La seconda strofa si presenta in due parti: nella prima parte Saba paragona Trieste ad un ''ragazzaccio aspro e vorace'' nel contrasto fra il significato delle due parole (scontrosa/grazia) dove vediamo l'amore che il poeta nutre per la città ma anche il tormento. Per Saba la città si impersonifica, la descrive con ''occhi azzurri che riflettono il colore del mare'', e delle ''mani troppo grandi'', che comunicano una sensazione di tenerezza. Nella seconda parte, il poeta ''scopre'' la città nella sua tenerezza affascinato dalla natura.
Nella terza strofa troviamo di nuovo l'amore che il poeta prova per la sua città natale. Saba presenta e descrive vari paesaggi come la spiaggia, la collina, le cime delle montagne e anche ''l'erta salita'' che è uno dei luoghi preferiti del poeta perché lì si sente a suo agio, libero e spensierato, infatti componeva lì le sue poesie.
La lirica si presenta con tre strofe di endecasillabi e inoltre qui troviamo un movimento giocoso delle rime baciate e alternate.
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