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Umberto Saba - Momento oggettivo e momento speculativo


Analizzando la lirica di Saba nel suo insieme, è possibile distinguere due momenti: quello oggettivo, caratterizzato da un tono semplice e dimesso; il momento speculativo e razionale, dedicato alla riflessione filosofica sul dramma esistenziale che colpisce l’uomo contemporaneo. A causa dell’alternarsi tra questi due momenti, sempre in equilibrio tra loro, si è parlato di “verismo lirico” o di “suggestioni leopardiane”: i componimenti di Saba sembrano straordinariamente simili agli idilli leopardiani, “avventure storiche del mio animo”, in quanto anch’essi partono da una notazione realistico-narrativa e giungono a considerazioni di carattere universale, espresse con termini lapidari, concisi e ponderati. La demarcazione tra momento oggettivo e momento speculativo è particolarmente evidente in alcuni testi di Saba, come ad esempio in “Quasi una moralità”. In questa lirica il momento oggettivo è rappresentato dai versi che recitano “Più non mi temono i passeri. Vanno vengono alla finestra indifferenti al mio tranquillo muovermi nella stanza. Trovano il miglio e la scagliuola: dono spanto da un prodigo affine, accresciuto dalla mia mano. Ed io li guardo muto (per tema non si pentano) e mi pare (vero o illusione non importa) leggere nei neri occhietti, se coi miei s'incontrano, quasi una gratitudine. «…”. In questi versi si ha il momento oggettivo poiché il poeta si limita a descrivere la contentezza degli uccellini che ricevono il cibo. Le righe successive costituiscono invece il momento speculativo: “Fanciullo, od altro sii tu che mi ascolti, in pena viva o in letizia (e più se in pena) apprendi da chi ha molto sofferto, molto errato, che ancora esiste la Grazia, e che il mondo tutto il mondo - ha bisogno d'amicizia. Il poeta, infatti, dopo aver descritto una situazione generica giunge a considerazioni universali sul mondo e sulla necessità della solidarietà. La lirica ha un significato emblematico perché presenta gli aspetti caratteristici dello stile di Saba: il linguaggio semplice e dimesso; la distinzione tra momento oggettivo e momento speculativo e il tema della solidarietà.
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