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Ugo Foscolo: Vita e opere

Vita di Ugo Foscolo

Nacque a Zante nel 1778 e morì a Londra nel 1827. Suo padre era un medico veneziano e la madre greca. Foscolo nasce in quest’isola che lasciò dopo 7 anni perché il padre ha trovato lavoro a Spalato, conosceva l’italiano e il greco questo lo aiuta molto per la sua formazione. Dopo la morte del padre nel 1793 si trasferisce con la famiglia a Venezia e comincia a frequentare la scuola. In quel periodo i giacobini stavano portando le idee rivoluzionarie in tutta l’Europa (vari movimenti, circoli). Foscolo entra in contatto con i principali intellettuali del periodo e nel 1795/6 si scrive all’Università di Padova, poi c’era la pressione della polizia e fu messo in carcere per 8 mesi, negli ultimi anni di scuola egli manifesta una forte maturazione intellettuale che coincide con l'interesse per la poesia. Inizia a frequentare i salotti delle nobildonne veneziane, dove incontra alcuni letterati dell'epoca come Ippolito Pindemonte e Melchiorre Cesarotti. Soprattutto predilige il salotto di Isabella Teotochi Albrizzi, che sarà la sua prima musa ispiratrice. Nel 1790 si scrive all’arcadia, pubblica certi testi, scrive tante cose di imitazione, molto banali tipiche della poesia arcadica, prèfase arcadica e dura dal 1795 al 1796 in cui scrive canzonette, sonetti. Prima comincia delle attività autonome prima fase romantica 1796-1800 questi anni erano duri per lui, la famiglia era povera e il padre era morto. Foscolo decise cosi di entrare nell’esercito napoleonico perché ha delle idee rivoluzionarie e in più aveva bisogno di soldi. Quando Napoleone cede Venezia all’Austria con il Trattato di Campo formio (1797), la delusione del poeta era grande. Foscolo continuerà a seguire gli eserciti Napoleonici, ma il suo atteggiamento diventerà sempre più antifrancese.

Tuttavia, Foscolo ne comprende l’importanza storica e compose anche un'ode a Napoleone, intitolata "A Bonaparte Liberatore". Dopo aver sostato in svariate città ‒ Genova, Nizza, Firenze, Pavia ‒ nel 1813 torna a Milano, dove trova una realtà mutata: le sconfitte napoleoniche, la crisi del Regno italico, l'obbligo come ufficiale al giuramento di fedeltà agli Austriaci lo costringono a fuggire a Zurigo. Di lì a un anno, continuamente ricercato dalla polizia austriaca, parte per Londra. Nella capitale inglese (paese più liberale) sebbene ammirato e ricercato dagli ambienti intellettuali, trascorre anni non facili. Lo amareggiano la lontananza dalle questioni politiche che più gli stanno a cuore e la solitudine. Tuttavia lo trattengono i nuovi rapporti, le amicizie, l'intensa attività letteraria. A Londra muore in miseria nel 1827.

Poesie e opere di Foscolo

Le ultime lettere di Jacopo Ortis: la sua prima grande opera, è un romanzo epistolare cioè un romanzo fatto di lettere ispirato a modelli come la nuova Eloisa di Rousseau e i dolori del giovane Wherther 1774di Goethe dove degli amici si scambiano uno con l’altro. Si immagina che questo Jacopo Ortis (un giovane patriota) si rifugge in campagna e scrive questa lettera all’amico Lorenzo Alderani che risponde alla stessa maniera, questo è un’impressione autobiografica perché rispecchia la situazione politica e le idee di Foscolo. Il romanzo si costruisce in diverse fasi:
• Prima redazione: 1795-1796 Laura lettere un misto di realtà e finzione letteraria, un quaderno di 40 pagine che un giovane rivolge a Laura;
• 1798: Didimo e Jacopo Ortis che dopo il trattato di Campoformio fu costretto a sfuggire da Venezia una conosce una Teresa e se ne innamora , la ragazza lo cambia ma è stata promessa in nozze da un Odoardo (ricco), Jacopo viene a saperlo e si uccide per amore e si rifà all’opera di Goethe “i dolori del giovane Werther” che a 20 anni si innamora di Carlotta e finisce male. Foscolo non riesce a finirlo perché deve finire napoleonico. La casa di Foscolo viene saccheggiata e rubato il suo manoscritto, Emiliano Sassoli si impossessa del manoscritto nel 1799 e mette un doppio suicidio e lo pubblica con un altro titolo “vera storia di due amanti infelice” e l’opera ha un certo successo nel 1801 Foscolo non sa più niente della sua opera;
• redazione del 1802, lo pubblica a Milano con il suo nome ma con un finale diverso. Jacopo si uccide per la forma politica dell’Italia, dice che l’Italia è stata tradita dall’Austria ma anche dalla Francia (Napoleone ha liberato l’Italia ma la domina). Ci sono dei precedenti e Foscolo ha studiato la filosofia greca, ci fu un momento in cui i nobili romani si uccidono come forma di protesta, tagliare le rene (forma di libertà);

• Redazione a Zurigo 1816 quando va in esilio in Svizzera paese neutrale;
• Redazione a Londra 1817, lui si presenta al pubblico straniero e vuole presentarsi come un patriota, un liberista. In realtà questi redazioni non servono a niente, viene marginato e finisce povero.
Seconda fase: della poesia civile
Dei sepolcri (1802/3-1807) Scritti in forma di carme in endecasillabi sciolti, cioè in versi di undici sillabi senza rima, e vuol dire che in questo periodo Foscolo fa una poesia impegnata. Comincia a fare incarichi amministrativi a Milano (capitale sociale del Regno Napoleonico). C’era una corrente letteraria che era la poesia sepolcrale che si era sviluppata in Inghilterra. Foscolo non fa una poesia sentimentale, siamo nel 1804 Foscolo frequenta la cultura milanese e aveva tante amiche per farsi mantenere. Nel 1804 Napoleone emana l’editto di Saint Cloud e impone a tutti i territori controllati da lui per quanto riguarda la sistemazione dei cimiteri basta buttare i morti per non creare delle malattie per la questione di principio di uguaglianza: tutti sono uguali anche da morte, questo editto viene applicato anche in Italia. Foscolo materialista dice che gli sta bene perché dopo la morte non c’è più niente, fa una riflessione dice che non serve la tomba perché sono morti, possono servire ai vivi, il valore la tomba ha un suo valore:
• affettivo: vale per tutti, amici, parenti;
• civile: non vale per tutti ma solo per le persone che hanno un certo ispirazione e per i grandi personaggi.
La parte culturale è : cercate di liberarvi dal dominio austriaco e l’impero Napoleonico finisce con l’episodio di Omero che va a visitare le tombe dei grandi personaggi, Omero rappresenta la poesia eternatrice: significa che rende eterna le imprese di questo personaggio per non dimenticare, ci può servire nella vita. Quest’opera ebbe un grande successo poi Foscolo lascia Milano e si trasferisce a Firenze e si sistema presso ex amanti.
Le grazie l’ultima grande opera 1809-1815 Le Grazie è il titolo di un poemetto - incompiuto - composto nel 1812 da Ugo Foscolo e dedicato allo scultore Antonio Canova, che in quel momento lavorava al gruppo marmoreo delle Grazie e stava realizzando statue classiche le 3 divinità intermedi (Venere, Vesta e Pallade) che civilitano gli uomini. Il primo nucleo nacque nel 1803, ma la vera stesura, mai completata, avvenne nel 1812-13 e terminò l'anno della morte del poeta nel 1827. Furono pubblicati alcuni frammenti quando l'autore era vivente e in seguito, dopo la sua morte, furono ripubblicati i frammenti con altri inediti.


Terza fase: romantico-neoclassica, pubblica 2 libri: odi e sonetti.
Le odi: sono testi neoclassici composti nel 1800-1803 in cui Foscolo fa dei riferimenti autobiografici. la prima riguarda una delle tante gentildonne frequentate da Foscolo che cade da cavallo e la seconda riguarda l’amica risanata, una donna amata da Foscolo che torna in società dopo una lunga malattia, ammirata nelle sale milanesi mentre canta accompagno dosi con l’arpa e mentre danza. L’ode rappresenta una celebrazione della bellezza della donna che diviene immortale e della poesia eternatrice.

I sonetti furono composti tra 1798 e il 1803. Rappresentano in genere la poesia costituita da due quartine e due terzine di versi endecasillabi, furono composti in due tempi per un totale di 12 sonetti. I primi sono 8 e si riconducono all’atmosfera giovanile del romanzo epistolare “le ultime lettere di Jacopo Ortis”. Gli ultimi quattro (A Zacinto, In morte del fratello Giovanni, Alla musa) sono stati composti in una fase più matura e presentano tutti tempi tipici della poesia foscoliano, temi quali l’amore, la patria, la bellezza, la fama, la gloria, l’eroismo, la tomba perché attraverso la poesia il poeta riesce eternare ogni aspetto della vita
ALESSANDRO MANZONI
Nacque a Milano nel 1785 e morì a Milano nel 1873, vive tantissimo si sposa due volte e rimane vedovo due volte, ha 10 figli. Vive tantissimo a Milano ma vive a Parigi per qualche anno. Manzoni fu un personaggio dell’alta società milanese : IL PADRE Pietro Manzoni è un conte milanese, un proprietario terriero e imprenditore e la madre Giulia Beccaria figlia di Cesare Beccaria (autore, avvocato, giurista e intellettuale). Vende le sue opere per esempio i promessi sposi ma è già ricco di suo, è nato in un ambiente molto elegante, illustre e molto avanzato ma non di fede. Il matrimonio dei suoi genitori fu combinato, la madre aveva un amante e si dice che il vero padre di Manzoni fu Giovanni Verri (fratello dei fondatori del caffè) col quale sua madre aveva una relazione. La madre si divorziò civilmente da Pietro Manzoni e si trasferì a Parigi col conte Carlo Imbonati. A sei anni Manzoni fu messo in collegio e ci restò fino a 16 anni e è poi si stufa e scappò, in collegio si formò una solida cultura classica. Dopo il collegio nel 1805 raggiunge la mamma a Parigi e:ù
siamo nella fase 1800-1810 : fase giacobina - neoclassica in cui lui comincia a scrivere tanti testi poetici e le odi. Nel 1801 scrive il trionfo della libertà critica la chiesa sia dal punto di vista personale e storica (i moti giacobini). Quando arriva a Parigi muore improvvisamente Carlo Imbonati nel 1805 e lui scrive in morte di Carlo Imbonati, è un nobile milanese, lo elogia alla fine dice alcune cose interessanti. Lui immagina una specie di visione in cui il morte viene a trovarlo, e lo invita a non tradire Santo Vero (verità). A Parigi frequenta la Corte di Napoleone e sta all’avanguardia. Conosce una giovane Enrichetta Blondel di Ginevra, è di religione calvinista, il matrimonio si fa subito dopo 2 anni. Enrichetta è figlia di un banchiere ginevrino, prima si sposarono civilmente, Manzoni è ateo accade che nel 1808 la moglie si convertì al cattolicesimo perché frequentava i giansenisti, pian piano Manzoni si avvicina a queste idee e decide di sposare nuovamente Enrichetta con un rito cattolico nel 1810, e approva la fede.
1810-1821/22 Nel 1810 si stabilì nuovamente a Milano con la moglie e iniziò la fase degli inni sacri e delle tragedie, voleva fare 12 inni sacri (epifania, pasqua, tutti i santi…), non aveva una grande produzione, non porta a termine il suo progetto tra 1812-1817 ne scrive 5 mettendo delle folle, le masse che agiscono, c’è la figura di Cristo. (saggio apologetico osservazioni sulla morale cattolica 1819 una critica di alcune affermazioni dello storico svizzero Sismondi).
Le tragedie: prende spunto dal poeta Alfieri che credeva a alcune regole per comporre una tragedia
• unità di tempo: bisogna costituirlo in un spazio di un giorno;
• unità di luogo: non sono ammessi cambiamenti di luogo;
• unità di azione: rappresentano una sola vicenda.
Per Manzoni queste regole per le tragedie non vanno bene e elabora due tragedie.
Adelchi è una tragedia composta tra 1820-1822 e pubblicata per la prima volta nel 1822. Narra le vicende di Adelchi, figlio dell’ultimo re dei longobardi, Desiderio che si svolgono tra il 772 e il 774, anno della caduta del regno longobardo a opera di Carlo Magno. La tragedia si apre con il ritorno di Ermengarda, figlia di Desiderio e sposa di Carlo Magno che l’ha ripudiata per calcolo politico.
il conte di Carmagnola è un personaggio storico, capitano di mercenario comanda l’esercito veneziano. Fa il doppio gioco combatte per Venezia e si mette d’accordo con Milano perché lo pagano. Riceve delle critiche ma se ne frega. Il conte viene convocato a Venezia con un pretesto e condannato a morte.
Scrive un’altra tragedia lo Spartaco si concluse nel rapporto tra teatro e poesia.
I promessi sposi 1821-1842: è un romanzo che mescola realtà e finzione, i personaggi sono simili o inverosimili per la realtà storica, dai dei nomi veri o nomi finti ci sono della fasi:
1) Fermo Lucia è la prima stesura del romanzo che iniziò a lavorare nel 1821-1823 , mancavano delle parti e c’erano tante incongruenze (annotazioni di lavoro dell’autore). Non fu mai pubblicato perché il romanzo era troppo lungo;
2) Gli sposi promessi (1825-1827) riscrive tutto il romanzo eliminando tanti parti del romanzo ma aveva un altro problema perché il romanzo risentiva molto del francese e dei modelli letterari infatti sono presenti dei francesismi e frasi in dialetto lombardo
3) I promessi sposi, questa fase durò moltissimo dal 1828 al 1840, Manzoni iniziò un lavoro di revisione linguistica, sceglie il fiorentino medio quello parlato dalla borghesia media. Questo lavoro va avanti per 2 anni poi pubblica il romanzo a puntate. Nel 1842 riunisce questi capitoli e pubblica il volume, pubblica il romanzo con le illustrazioni (operazioni commerciali) per il discorso de copyright.
4) fase saggistica 1842-1873 scrive dei saggi sulla rivoluzione, sulla letteratura ma non scrive niente di originale. Nel 1861 diventa senatore del nuovo Regno d’Italia, riesce a scrivere dei saggi sulla diffusione dell’italiano nelle scuole.
Fermo Lucia

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