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Il Sesto Tomo dell'io

Durante la permanenza in Normandia, Foscolo conosce Laurence Sterne, ne traduce l'opera (Viaggio Sentimentale). Foscolo aveva intuito che l'unico modo di creare un tipo di prosa che avesse portato ad una narrativa di stampo italiano sarebbe state le traduzioni, che tra l'altro erano una delle abilità del Foscolo. Egli lavora, così, su due tavoli:
1. una prosa realistica (6 tomo dell'io)
2. una prosa romantica (Le Ultime Lettere di Jacopo Ortis).

Per il Sesto Tomo dell'io, l'ispirazione è legata a Lucrezio, di fatto l'incipit "De Rerum Natura" è riferito a Venere. L'aspetto del tomo è strettamente sperimentale, perenne tra gli elementi che compaiono nel testo è l'idea di voluttà. L'ispirazione del Foscolo proviene anche da un livello internazionale, abbiamo:
1. La Nouvelle Eloise- Rousseau
2. Il Giovane Wherter di Goethe

3. Elegia sul cimitero campestre di Thomas Grey (che troveremo, tradotta in latino, nell'epigrafe delle Ultime Lettere di J.Ortis.
4. Poemi ossianici
5. Edward Young (il più grande poeta della poesia sepolcrale).

Particolarmente significativi sono alcuni personaggi tra cui:
1.Diogene, con riferimento al filosofo. Alcuni frammenti del suo discorso, saranno usati dal Foscolo nella descrizione dell'episodio dell'incontro con Giuseppe Parini descritto nell'Ortis. La funzione di Diogene è quella del vecchio saggio che cerca di frenare gli atteggiamenti imprudenti e passionali dell'impulsivo Lorenzo, protagonista del Sesto Tomo.
Diogene richiama la situazione italiana disastrosa di quel periodo con riflessioni analoghe a quelle di Parini ascoltate da Jacopo sotto il boschetto dei tigli.

2. Temira, che nel sesto tomo rappresenta a parte iniziale, in quanto lorenzo viene presentato subito dopo l'amplesso con lei, evento centrale della sua iniziazione erotica. Successivamente, foscolo, riprende l'episodio di questo personaggio con il racconto, nelle Ultime Lettere, di Jacopo che visita la sinora di Padova dove il desiderio del giovane viene represso dal ricordo dell'amata Teresa.

Il tomo venne dato alla stampa solo nel 1991 da Vincenzo di Benedetto ed oltre al fatto che il titolo originario autorizzato dal Foscolo, molto probabilmente era semplicemente "Io", non è ben chiaro come i diversi brani e frammenti si leghino e raccordino tra di loro. Tuttavia la struttura (frasi singole disposte in sequenze verticali), le dichiarazioni ironiche e contraddittorie, espressioni maliziose, ambigue e allusive, lasciano invece intendere con certezza che il modello d'ispirazione dell'autore sono i nove tomi dell'umoristico romanzo di Sterne, "The life and the opinione of Tristram Shandy Gentlemen".

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