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Le odi di Foscolo introduzione generale

Foscolo compone le odi tra il 1800 e il 1802. Per le odi il principale modello di riferimento è Giuseppe Parini (i testi a cui si ispira sono "il dono", "il messaggio", "il pericolo", in questi testi è presente un forte messaggio etico-civile). Foscolo esprime la propria condizione esistenziale e le odi sono una celebrazione alla bellezza femminile intesa come espressione dell'armonia dell'universo. La bellezza è vista come rasserenatrice, cioè capace di temperare i suoi istinti. Anche il linguaggio è elevato. Il periodare è il periodare latino. Foscolo qui si avvicina molto al neoclassicismo di Monti, però ci sono delle differenze con Monti: il desiderio di comporre le sue odi è dovuto dall'esigenza interiore di Foscolo di trovare una risposta alle difficoltà/disagio della vita quotidiana. La bellezza riesce a stemperare questi contrasti. La bellezza è intesa come valore etico più che estetico.

Le due odi maggiori di Foscolo sono"A Luigia Pallavicini caduta a cavallo" e "All'amica risanata". In queste due odi il tema principale è quello della bellezza femminile. Le due odi possono essere lette parallelamente.
In queste odi lo stile di Foscolo è artificioso e sovergliato. Questo fatto permette di far risaltare meglio i valori formali dell'eleganza e dell'espressività.

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