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In morte del fratello Giovanni

Vi è un concentrato di motivi foscoliani. Il sonetto è dedicato al fratello morto, che è morto suicida l'anno precedente. Lo spunto deriva da Catullo, però Catullo offre a Foscolo soltanto l'incipit . Poi le immagini pacate, solenni del contesto catuliano si uniscono al contesto molto più drammatico, che è presente in Foscolo. Catullo trova conforto nei sonetti, ma in realtà non servono a nulla.
Il sonetto inizia con un compianto del fratello. C'è un grande rammarico perché Giovanni non ha potuto vivere completamente la sua giovinezza. Subito dopo la meditazione si fa più ampia: coinvolgendo la madre e l'esilio di Foscolo.
Si ricompone per un momento sulla tomba del fratello in nucleo famialiare del poeta: Giovanni, la madre e Foscolo (che è presente in quel momento grazie alle parole della madre).

È una poesia allusiva. Qui viene introdotto il topos della morte come un porto di quiete dopo la navigazione in acque tempestose (cioè come riposo dopo grandi fatiche).  L'unica speranza che ha Foscolo è che la sua sepoltura avvenga in patria, dopo una morte che avverrà in terra straniera, (Foscolo si trova in esilio).
Le terzine rispetto alle quartine sono molto più mosse, il discorso si fa più spezzato. Foscolo risistemò anche questo sonetto.

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