In morte del fratello Giovanni

La lirica In morte del fratello Giovanni è stata scritta da Ugo Foscolo, noto autore del Romanticismo italiano, nato nel 1778 a Zante e morto a Londra, in esilio, nel 1827. Il componimento è un sonetto, quindi composto da due quartine e due terzine in versi endecasillabi che rimano tra loro. Il linguaggio è ricco di figure retoriche: la sineddoche, come le “palme tendo” significa che il poeta stende le mani deluse perché non può più riabbracciare la sue famiglia. E’ presente una metafora al verso 11 dove il poeta esprime il desiderio di trovare la pace nella morte come lo è stato per suo fratello Giovanni. Sono presenti numerosi enjambement come gemendo/il fior che, insieme ai gerundi, hanno la funzione di dilatare il respiro dei versi e di prolungare le azioni nel tempo. Il sonetto è un canto che Foscolo dedica a suo fratello Giovanni, morto suicida, esprimendo tutto il suo dolore anche perché non potrà piangere sulla sua tomba per colpa dell’esilio riponendo, però, fiducia in sua madre. I temi presenti nella poesia sono: la consapevolezza dell’esilio, la lotta contro il destino avverso, l’amore per la patria, la commozione per gli affetti familiari perduti, la caduta delle speranze e delle illusioni. Foscolo nella lirica non solo manifesta il dolore a la commozione per la perdita di suo fratello ma esprime, nell’ultima terzina, anche un desiderio. Infatti il poeta, prevedendo che la morte lo avrebbe raggiunto lontano dalla sua amata patria, chiede alla gente straniera di rendere almeno i suoi resti all’abbraccio dell’amata madre infelice. La strofa che ho trovato più significativa è stata la seconda quartina dove il poeta si rende conto di non poter versare una lacrima sulla tomba del fratello per colpa dell’ esilio. Ripone la speranza nella madre, anche essa al termine della sua vita, che, con i suoi lenti passi, possa recarsi, almeno lei sul sepolcro del figlio e parlare del figlio lontano da casa.

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