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Illusioni e mondo classico, dalle Ultime lettere di Jacopo Ortis


Il brano è tratto dalla lettera del 15 maggio delle Ultime lettere di Jacopo Ortis e descrive lo stato d’animo di Jacopo dopo che ha baciato Teresa. L’amore viene presentato come qualcosa che dà forza, che vale la pena vivere. Anche se dà illusioni vale la pena passarci per la forza che dà. Jacopo è stato appena baciato da Teresa. Non emerge più la visione di una natura divoratrice come nella lettera da Ventimiglia. L’amore dà colore alla natura, è legato alla bellezza e all’armonia. Partecipa della felicità del poeta, gli permette di provare sentimenti positivi. Torna il tema della compassione, presente sempre nella lettera da Ventimiglia. Illudendosi e amando, per un attimo il poeta non pensa alle sventure che lo colpiscono. Si sente quasi più forte del fato, si sente rinvigorito. Viene descritto un locus amoenus. L’amore gli fa vedere la natura come era vista dagli antichi, quindi come un locus amoenus, armoniosa e positiva, come un luogo idillico. Grazie a questo, nella sua mente scaturiscono le immagini mitologiche classiche delle Ninfe e delle Naiadi. Il protagonista sta facendo la descrizione di un mondo classico visto come paradiso di serenità, gioia e armonia. Questo mondo classico è così proprio grazie alla capacità degli antichi di illudersi. L’illuminato, colui che utilizza la ragione, urla dicendo che si tratta, però, solo di illusioni. Foscolo fa continui riferimenti alla classicità. Gli antichi sapevano che gli dei e il tipo di natura qui descritta erano tutte illusioni, ma ci credevano lo stesso in quanto permetteva loro di vivere felicemente e sicuramente meglio dei filosofi illuministi. Anche se erano illusioni portavano comunque felicità. L’uomo ha bisogno di illudersi perché altrimenti proverebbe solo dolore. Almeno per un momento, illudendosi si sente felice. Ha bisogno di questi frammenti illusori dell’amore, anche se la ragione ci dice che è illusione. Senza di essa, la vita dell’uomo non avrebbe senso, sarebbe arida e inerte. La natura descritta è un paesaggio-stato d’animo: descrive la felicità che sta provando il protagonista grazie all’amore, grazie al bacio appena ricevuto, ma si tratta di una felicità comunque illusoria, come lo è il mondo classico degli antichi qui descritto. In questo testo, quindi, viene sottolineata l’importanza del ruolo di tutte le illusioni, che sono indispensabili all’uomo per non farlo vivere eternamente nella tristezza e nel dolore, ma soprattutto per impedirgli di rassegnarsi alla noia e all’inerzia. Foscolo concepisce la vita come un momento energico ed attivo. Le illusioni assumono così la funzione di garantire questa energia vitale e impedire all’uomo di cadere in uno stato di inerzia.
Dal bacio, scaturisce una visione positiva dell’amore. Questo amore fa sentire il protagonista sereno e felice, pieno di vitalità. L’autore paragona questa gioia e armonia alla bellezza del mondo classico. Però, tra questo mondo descritto e i sentimenti del protagonista corre un filo comune, ovvero che sono entrambe illusioni. Il protagonista sta provando dei sentimenti illusori, come illusorio è anche tutto il mondo che gli antichi sono stati in grado di concepire. Ciò che è importante, però, sono le stesse illusioni, in quanto permettono all’uomo di vivere con un minimo di felicità, scampando da una situazione perennemente inerziale, sofferente e triste. Le illusioni fanno vivere all’uomo appieno la sua vita. Come lui riconosce che i sentimenti che sta provando sono solo illusori, allo stesso tempo anche gli antichi sapevano che l’armoniosità del mondo che concepivano era solo illusoria, ma entrambi ci credono lo stesso perché sono per loro indispensabili per poter vivere meglio.
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