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Le Ultime Lettere di Jacopo Ortis

Redazioni:
(1796)
1798
1802  ci sono entrambe le tematiche AMORE+PATRIA (per De Santis, la doppia anima di Foscolo)
1816
Modelli:
Goethe
Rousseau  autori di romanzi epistolari (epistolare perché la natura individualistica di Foscolo si Richardson esprime meglio nella forma della lettera, la prosa in lettera permette a Foscolo di . . . dare molto spazio ai sentimenti e alle riflessioni e tutto ciò che è relativo all’io lirico)

Lettere più significative:
- “sacrificio della patria nostra è consumato” - lettera proemiale dove vengono indicati tutti i temi di fondo della produzione e del pensiero di Foscolo. Caratteristica espressiva di questa lettera consiste nel fatto che ha un’impostazione solenne e austera e il ritmo della narrazione è frammentario. Lo stile è lapidario ed epigrammatico.

- Lettera del bacio di Teresa (14 Maggio), lettera patetica in cui vengono registrati secondo i parametri della sensibilità romantica le emozioni e la natura dei sentimenti. La passione risulta l’aspetto determinante dell’amore.
- Lettera sulle illusioni (15 maggio), Foscolo parte dalla riflessione sull’amore estendendola dicendo che l’amore è una delle illusioni che rendono la vita più sopportabile. Le chiama illusioni perché non sono strumenti di soluzione ai problemi esistenziali dell’uomo ma sono frutto dell’interiorità e della mente degli esseri umani che usano queste illusioni come analgesici. Illusioni aiutano l’uomo a sopportare la vita.
- Lettera da Ventimiglia, argomento filosofico che si snoda in tre fasi: riflessione sulla natura (ente filosofico, non solo apprezzata nel suo aspetto estetico, ma forza operante nell’universo), poi si passa alla riflessione sulla condizione politica dell’Italia (il nesso di passaggio tra le due è determinata dalla valutazione della funzione delle alpi come discrimine e barriera naturale) che porta Foscolo a condannare l’atteggiamento di inerzia che hanno gli italiani che si gloria del loro passato ma non lo sfruttano (condanna agli italiani apatici). Terzo momento della riflessione : sul destino dell’uomo (lo snodo da questa considerazione particolaristica dell’Italia ad una considerazione generale di tutti gli esseri umani è data dall’espressione “ma poi dico” che introduce l’elemento del fatalismo). C’è una forza al di sopra della nostra volontà per cui le vicende umane si alternano e quello che viviamo ora si perde se si tiene conto del destino degli altri. Fatalismo (ricondotto al determinismo storico di Vico) + valutazione pessimistica dell’uomo (modelli di Machiavelli e di Hobbes). Per Vico c’è una logica nella circuizione delle fasi storiche dei popoli mentre per Foscolo tutto è legato all'arbitrio della sorte, non c’è una necessità oggettiva, imprevedibile. Inoltre idea del mondo in preda alla crudeltà (terra foresta di belve).
- Lettera dell’incontro con Parini (4 dicembre) importante perché Foscolo fa capire come Parini sia il suo modello ideale perché dal punto di vista letterario/artistico ha assunto il ruolo di poeta vate e quindi ha avuto il coraggio di assumere la responsabilità di essere guida per gli altri cosa che Foscolo vorrebbe fare ma non ci riesce perché il suo spirito è troppo individualistico. Ma anche dal punto di vista morale Parini viene riconosciuto come maestro perché è una persona molto coerente: quando si accorge che non ha più spazio per poter promuovere la sua attività riformistica, seppure a livello culturale, si ritira. È intransigente e legato ai suoi principi di fondo. Parini è anche un modello umano di saggezza, equilibrio e rispetto a Jacopo rappresenta la maturità e l’evoluzione di una persona dalla natura generosa (nel senso che si spende per la causa) ma che ancora è caratterizzato da immaturità. Parini si trova ad uno stato di maturità già acquisita e per Foscolo è la proiezione di ciò che vorrebbe essere fra qualche anno.

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