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Foscolo, Ugo - “Dei Sepolcri


“Dei Sepolcri” è un poemetto filosofico, anche se Ugo Foscolo lo definisce “carme”, costituito da 295 endecasillabi sciolti, scritto sotto forma di epistola poetica. “Dei Sepolcri” è dedicato a Ippolito Pindemonte ed è stato pubblicato nel 1807.
L’evento storico che dà l’avvio al poemetto è l’editto napoleonico di Saint-Cloud del 1804, con il quale si stabilisce che tutti i morti non dovevano più essere sepolti in Chiesa e neanche all’interno della città (tutti i cimiteri erano situati nella parte periferica).
Ugo Foscolo inizialmente rimase indifferente all’editto napoleonico, tuttavia, in seguito si rese conto che questo editto comportava determinate ripercussioni.
“Dei Sepolcri” è suddiviso in quattro parti:
- la prima riguarda l’utilità delle tombe e dei riti dedicati ai morti e contiene l’idea principale secondo la quale la morte non è uguale per tutti
- la seconda parte contiene differenti culti dei morti
- la terza parte parla delle tombe esemplari e monumentali dei grandi, che comunicano ai virtuosi il loro esempio.
- la quarta e ultima parte affronta la tematica del valore morale dei morti.
Lo stile è caratterizzato da un’assenza di parole di uso quotidiano.
“Dei Sepolcri” è ha un valore storico e patriottico: la poesia permette di ricordare i morti, inoltre, il ricordo dei grandi personaggi può essere esemplare per tutti.
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