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Catullo e Foscolo a confronto

Per scrivere il sonetto In morte del fratello Giovanni, Foscolo si è ispirato ad un’opera (il carme 101) dello scrittore latino Catullo: ci sono tanti punti in comune, ma anche tante differenze. Il punto di partenza è lo stesso, ma lo sviluppo prende direzioni diverse, legate all’esperienza personale dei due poeti.
Innanzitutto bisogna dire che la struttura non è la stessa: Foscolo scrive un sonetto, composto quindi da due quartine e due terzine per un totale di 14 versi endecasillabi, mentre il testo di Catullo è composto da 10 versi senza distinzione di strofe.
All’inizio, abbiamo il tema del viaggio, anche se la situazione di partenza dei due poeti è diversa. Foscolo è in esilio e se un giorno la sua situazione finirà, allora potrà esaudire il suo desiderio di recarsi sulla la tomba del fratello. Invece Catullo, ha fatto un lungo viaggio ed è già arrivato sulla tomba del fratello per portagli delle offerte, secondo le usanze romane. Foscolo vorrebbe arrivare sulla tomba del fratello soltanto per piangere la sua morte prematura. In entrambi i testi troviamo un colloquio con le ceneri del defunto e l’idea della morte come fine di tutto perché dopo la morte c’è solo il nulla eterno. Alcuni temi sono gli stessi, altri più specifici del pensiero del Foscolo. In entrambi i componimenti, il tema della giovinezza perduta si associa a quello del dolore e dell’ineluttabilità della morte. Nel Foscolo, si aggiunge il tema politico dell’esilio, l’associazione della morte con la visione della pace tanto ricercata, l’identità della sofferenza esistenziale fra Giovanni e Ugo. Anche le immagini sono diverse. Al viaggio di Catullo che ispira serenità, si oppone l’esilio del Foscolo con le sue peregrinazioni forzate da un popolo all’altro unito all’abbandono della paria e degli affetti familiari. Il dolore si estende anche alla madre che, nonostante il peso degli anni, ogni giorno si reca sulla tomba del figlio a parlargli di un altro dolore che le attanaglia il cuore: l’esilio dell’altro figlio. La conclusione non è identica: pur nel suo dolore, Catullo sembra quasi esprimere una sorta di rassegnazione perché depone il l’ultimo dono sulla tomba e saluta il fratello in modo molto composto. Invece, Foscolo sposta il dolore per il fratello verso la sua situazione personale ancora più tragica: ha perso la patria, ha perso i suoi cari, ha dovuto abbandonare la madre per cui l’unica speranza che non è ancora una certezza è che dopo morto il suo corpo possa restituito alla madre. A proposito della donna si può aggiungere che essa innalza al di sopra di tutte le altre immagini: è anziana, inconsolabile, ma pronta a ricevere le spoglie di Ugo come si trattasse della terra madre. Infatti si può affermare che esiste un’identità fra la patria e la madre, visione che è totalmente esclusa dal componimento di Catullo Fra i due testi, penso che quello del Foscolo sia più pessimista: è in esilio, conosce la solitudine, non sa se un giorno potrà sedersi sulla tomba del fratello. Invece, Catullo, anche se soffre per l’ingiusta perdita, ha almeno la consolazione di poter essere sulla tomba e nei versi finali dà un ultimo saluto molto affettuoso al suo caro. Invece, il Foscolo indica l’ultima speranza: una volta morto, spera che il suo corpo sia restituito alla madre ed è solo nella morte che troverà un modo di congiungersi col il fratello
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