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Gerusalemme liberata: personaggi maschili

I personaggi pagani possono aprirsi alla salvezza cristiana, così i personaggi cristiani sono di continuo minacciati dalle forze infernali. In ogni caso gli eroi della Gerusalemme liberata sono complessi, dominati da un’interiorità inquieta e contraddittoria, entro la quale, nel caso dei guerrieri cristiani, solo a fatica finisce col prevalere la Grazia. Fa in parte eccezione il condottiero Goffredo, esente dalla tentazioni mondane che affliggono gli altri eroi cristiani, e anzi, perfetto eroe controriformistico. Rappresenta il desiderio di bellezza ideale realizzata nella pienezza della moralità. Rinaldo è portatore dell’intento encomiastico del poema, in quanto immaginario fondatore della stirpe estense. Riprende il nome dell’eroe al quale Tasso aveva dedicato il poema cavalleresco giovanile, e si configura come il personaggio più strettamente legato alla tradizione cavalleresca e cortese: in lui il desiderio di onore e di gloria costituisce l’unica minaccia morale, in quanto capace di fuorviarlo dagli obbiettivi morali della guerra. Tancredi invece è l’antitesi di Rinaldo. Quanto questi è trascinato da slancio costruttivo e positivo, tanto Tancredi vive suggestionato dalla propria interiorità malinconica e lacerata. Gli eroi pagani appaiono come espressione di un eroismo primitivo e barbarico: il loro impegno risponde alle norme più elementari della tradizione cavalleresca. Non mancano di una sinistra nobiltà e generosità.

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