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Concetti Chiave

  • Il proemio del poema inizia con l'invocazione alla Musa cristiana e la dedica ad Alfonso II d'Este, evidenziando la differenza rispetto ad autori contemporanei.
  • Tasso pone l'accento sull'azione del cantare, rendendo la soggettiva del poeta più significativa rispetto al contenuto del canto, differente da Ariosto e Virgilio.
  • Emergono antitesi come quella tra Inferno e Cielo, che introducono il tema del meraviglioso cristiano, e tra azione militare e sofferenza morale del protagonista.
  • Il termine "errante" esprime un doppio significato, riferendosi sia al vagare senza meta che all'allontanamento morale dalla battaglia e dallo scopo della Crociata.
  • Tasso innova l'invocazione alla Musa contrappongendo la gloria terrena effimera a quella sacra imperitura, cercando di unire piacere estetico e messaggio pedagogico.

Canto l'arme pietose e 'l capitano

che 'l gran sepolcro liberò di Cristo.

Molto egli oprò co 'l senno e con la mano,

molto soffrí nel glorioso acquisto;

e in van l'Inferno vi s'oppose, e in vano

s'armò d'Asia e di Libia il popol misto.

Il Ciel gli diè favore, e sotto a i santi

segni ridusse i suoi compagni erranti.

Indice

  1. Invocazione alla Musa
  2. Dedica ad Alfonso II d'Este
  3. Differenze con altri scrittori
  4. Temi del Proemio

Invocazione alla Musa

O Musa, tu che di caduchi allori

non circondi la fronte in Elicona,

ma su nel cielo infra i beati cori

hai di stelle immortali aurea corona,

tu spira al petto mio celesti ardori,

tu rischiara il mio canto, e tu perdona

s'intesso fregi al ver, s'adorno in parte

d'altri diletti, che de' tuoi, le carte.

Sai che là corre il mondo ove piú versi

di sue dolcezze il lusinghier Parnaso,

e che 'l vero, condito in molli versi,

i piú schivi allettando ha persuaso.

Cosí a l'egro fanciul porgiamo aspersi

di soavi licor gli orli del vaso:

succhi amari ingannato intanto ei beve,

e da l'inganno suo vita riceve.

Dedica ad Alfonso II d'Este

Tu, magnanimo Alfonso, il quale ritogli

al furor di fortuna e guidi in porto

me peregrino errante, e fra gli scogli

e fra l'onde agitato e quasi absorto,

queste mie carte in lieta fronte accogli,

che quasi in voto a te sacrate i' porto.

Forse un dí fia che la presaga penna

osi scriver di te quel ch'or n'accenna.

È ben ragion, s'egli averrà ch'in pace

il buon popol di Cristo unqua si veda,

e con navi e cavalli al fero Trace

cerchi ritòr la grande ingiusta preda,

ch'a te lo scettro in terra o, se ti piace,

l'alto imperio de' mari a te conceda.

Emulo di Goffredo, i nostri carmi

intanto ascolta, e t'apparecchia a l'armi.

Differenze con altri scrittori

Le cinque ottave che costituiscono il proemio del poema rispettano lo schema classico e costituiscono l’invocazione alla Musa, una musa cristiana e la dedica ad Alfonso II d’Este. Il proemio presenta una forte differenza rispetto agli scrittori contemporanei a Tasso e allo stesso Virgilio dell’ Eneide. Sia Ariosto che Virgilio iniziano il prormio richiamando dirette l’oggetto del canto: Virgilio scrive “Arma virumque cano” e Ariosto “Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori”. Il Tasso, invece, antepone la soggettiva del poeta che canta, scrivendo “Canto l’arme pietose e ‘l capitano” come se l’azione del cantare fosse più importante della materia del canto.

Temi del Proemio

Da notare anche la contrapposizione fra molto egli oprò/molto soffrì che unisce l’aspetto oggettivo dell’azione militare compiuta da Goffredo ed il suo aspetto soggettivo, psicologico o morale collegato al “soffrire”. Si nota anche l’antitesi fra Inferno e Cielo, il che introduce il tema del meraviglioso cristiano che occupa una parte molto importante nella Gerusalemme liberata. Sempre nella prima ottava, ritroviamo il tema del cavaliere errante col duplice senso di vagare senza meta e di deviazione morale. Anche se dalla lettura dei canti successivi si capisce che si tratta di un errare fisico, nell’ottava si intende l’allontanarsi dalla battaglia, quindi dallo scopo della Crociata che è la liberazione del Sepolcro e quindi un errare morale. Nella letteratura precedente il cavaliere errante, invece, erano coloro che vagavano alla ricerca di un’ avventura. Il termine “errante” è ripreso nella quarta ottava, legato alla metafora del mare in tempesta simbolo della vita del Tasso. Anche l’invocazione alla musa e l’indicazione del fine della poesia costituiscono un elemento innovativo. L’invocazione alla musa cristiana è un’occasione per porre in contrapposizione la gloria effimera connessa alla materia terrena con quella imperitura connessa alla materia sacra, mentre Ariosto invoca la donna amata. Questo ci porta ad una riflessione sul ruolo della poesia. Tasso mostra di voler unire l’utile con il piacevole, ma il piacevole (= il dolce) è la necessaria attrattiva per trasmettere un insegnamento per cui la sintesi fra ricerca di piacere estetico e pedagogia si sposta verso questo secondo termine. Comune a quel tempo è invece il motivo dell’augurio del duca Alfonso di poter diventare in futuro un grande condottiero degno di Goffredo di Buglione ed in questo modo il Tasso proietta la vicenda delle crociata nell’attualità e nella società di corte del tempo

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale del proemio della "Gerusalemme liberata"?
  2. Il proemio si concentra sull'eroismo di Goffredo e sulla liberazione del sepolcro di Cristo, evidenziando sia le sue azioni che le sofferenze affrontate, come indicato nel verso "molto egli oprò co 'l senno e con la mano, molto soffrí nel glorioso acquisto".

  3. In che modo Tasso si differenzia da altri poeti come Virgilio e Ariosto?
  4. Tasso inizia il suo canto con l'azione del cantare, ponendo l'accento sulla soggettività del poeta, mentre Virgilio e Ariosto si concentrano direttamente sull'oggetto del canto, come evidenziato nel confronto tra "Canto l’arme pietose" e "Arma virumque cano".

  5. Qual è il significato dell'invocazione alla Musa nel proemio?
  6. L'invocazione alla Musa rappresenta un elemento innovativo, contrappone la gloria effimera della materia terrena a quella imperitura della materia sacra, suggerendo un intento di unire l'utile con il piacevole nella poesia.

  7. Come viene rappresentato il cavaliere errante nel proemio?
  8. Il cavaliere errante è descritto come colui che vaga senza meta, simboleggiando un allontanamento dalla battaglia e dalla missione della Crociata, un tema che si distingue dalla tradizionale ricerca di avventure nella letteratura precedente.

  9. Qual è il messaggio finale riguardo al duca Alfonso II d'Este?
  10. Tasso esprime l'augurio che Alfonso possa diventare un grande condottiero, paragonabile a Goffredo di Buglione, proiettando così la vicenda delle crociate nell'attualità della corte del suo tempo, come indicato nella dedica.

Domande e risposte

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