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La Gerusalemme Liberata – canto VIII – riassunto

Personaggi: un cavaliere della schiera di Sveno, i due eremiti, Aliprando (capo di una schiera di predatori cristiani), Argillano, Goffredo, la furia Aletto.

Passata la tempesta, i dèmoni continuano a tramare insidie nei confronti dei Cristiani. Questa volta è la furia Aletto che scende in campo per seminare discordia.
Intanto, un cavaliere si presenta al cospetto di Goffredo e più di 330 versi sono riservati al suo racconto. Il cavaliere porta notizie di Sveno, figlio del re di Danimarca. Con lo scopo di emulare il valoroso Rinaldo, Sveno si era messo a capo di una schiera di soldati per raggiungere il campo dei Crociati. Nelle vicinanze di Gerusalemme, i suoi soldati erano stati attaccati dai Pagani e sebbene essi riuscissero a difendersi valorosamente, subirono molte perdite perché l’esercito degli Infedeli era di venti volte superiore. Ma Sveno non si perse di coraggio, anche se i suoi duemila soldati erano ormai ridotti a qualche centinaia. Lieto del martirio che si stava avvicinando, continuò a fare strage dei nemici finché, coperto da ferite, non fu atterrato da un guerriero infedele di statura gigantesca e dallo sguardo minaccioso. Uno dopo l’altro, anche gli altri cavalieri furono uccisi e solo lui, il cavaliere, rimase in vita perché fu ritenuto morto. Rinvenuto, fu raccolto da due eremiti che gli additarono una stella lucente, aggiungendo che i suoi raggi lo avrebbero condotto a ritrovare il corpo di Sveno e così fu. Sveno giaceva in mezzo all’orrenda carneficina con il viso rivolto verso il cielo e con la spada stretta nella mano destra e con la sul petto in atto di umiltà e di preghiera. Mentre il cavaliere stava piangendo , uno dei due eremiti tolse la spada a Sveno, la porse al cavaliere, ordinandogli di recarsi nel campo cristiano per consegnarla a Rinaldo, il quale avrebbe dovuto con essa vendicare il principe danese. Nel frattempo, nel luogo in cui giaceva il corpo del principe avvenne un miracolo: fu visto sorgere, all’improvviso, un sepolcro con un’epigrafe che riportava il nome e le virtù dell’eroico guerriero. Goffredo ascolta con attenzione il racconto del cavaliere e lo informa che per il momento, Rinaldo è assente dal campo e di aspettare di avere sue notizie, prima di andarlo a cercare.

Mentre il ricordo di Rinaldo infiamma di nuovo l’animo dei Crociati, sopraggiunge una schiera di predatori cristiani che, insieme al bottino, porta le armi e la veste insanguinata di Rinaldo. Il capitano della schiera, Aliprando, racconta di aver trovato casualmente il corpo di Rinaldo senza testa e senza la mano destra. Un giovane che aveva assistito alla scena, gli aveva raccontato di aver visto dei soldati cristiani tenere in mano una testa dalla chioma dorata che poi fu avvolta in un velo. Da parte sua, Aliprando seppellì il cadavere e portò con se le armi. Goffredo, rimane profondamente turbato dal racconto, ma ha dei dubbi sulla morte di Rinaldo e si propone di appurare meglio i fatti.
Sopraggiunge la notte e tutti riposano, eccetto il cavaliere Argillano, un italiano dal carattere iroso e violento, che fa un orribile sogno, ispirato dalla furia Aletto con lo scopodi creare all’interno del campo discordia e odio.
In sogno, egli vede il corpo di Rinaldo privo della testa e della mano destra che tiene nella sinistra il capo reciso. Rinaldo gli confessa di essere stato ucciso a tradimento da Goffredo, il quale medita di fare strage di tutti gli Italiani. Per questo, lo invita a fuggire e se ha il coraggio sufficiente, a vendicare la sua morte. Argillano non perde tempo: dopo aver radunato tutti i soldati italiani, ricorda i soprusi inflitti loro dai Franchi di Goffredo, li invita a seguirlo per fondare un nuovo regno verso l’Eufrate e a vendicare Rinaldo, uccidendo Goffredo, affinché ciò serva da esempio a tutti gli altri. Queste parole ottengono l’effetto voluto anzi, gli Italiani diffondono il loro desiderio di rivolta e tutti, senza alcuna distinzione, si sollevano contro i Franchi. Con l’aiuto di Dio, Goffredo, armato del suo scettro, affronta i rivoltosi, limitandosi a ricordare le precedenti imprese. Quindi perdona tutti, eccetto Argillano che viene messo in catene.
Sedato il tumulto, Goffredo, pensando di assalire Gerusalemme entro due o tre giorni, passa in rassegna le macchine da guerra.

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