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La Gerusalemme Liberata – canto XV – riassunto

Personaggio: Carlo – Ubaldo – La Fortuna – le belve feroci – le due fanciulle

Il canto è praticamente tutto riservato al viaggio di Carlo e Ubaldo verso le isole Fortunate, da cui dovranno prelevare Rinaldo, per riportarlo fra i Crociati.
Il vegliardo consegna ai due eroi il disegno del muro-labirinto che circonda il castello di Armida, lo scudo di diamante affinché Rinaldo possa specchiarcisi e la verga d’oro necessaria per allontanare gli animali che fanno la guardia alla montagna.
Come preannunciato, sulla riva del fiume incontra la Fortuna, rappresentata da una donna con i capelli lunghi, dagli occhi dolci e dall’aspetto angelico e luminoso. Essa invita i due giovani ad imbarcarsi. La navicella procede spedita sul fiume, fino a raggiungere il mare; passando indenne attraverso le navi degli Infedeli e navigando lungo le coste del Mediterraneo, che lo scrittore descrive in modio dettagliato, la navicella oltrepassa le Colonne d’Ercole. Alla domanda di Ubaldo se qualcuno prima di loro avesse oltrepassato tale limite, la donna risponde che Ercole, per quanto avesse vinto mostri più orribili, non fece mai questo passo. Ulisse vi provò, ma fu inghiottito dalle acque. La donna, infine, profetizza il viaggio di Cristoforo Colombo che oltrepasserà le colonne e scoprirà un nuovo mondo, disprezzando così venti contrari ed il mare minaccioso.

La Fortuna approda in un’ampia insenatura di un’isola deserta, entrando in un’ampia spelonca. Da qui, essa indica ai due guerrieri la cima del monte su cui sorge il castello di Armida e li esorta ad iniziare subito il viaggio prima del tramonto in modo che l’indomani, all’alba, essi possano iniziare la salita. Il successivo appena iniziano la salita, si fa loro incontro un grosso e minaccioso serpente che essi riescono però a neutralizzare grazie alla verga d’oro. Poi incontrano un leone ed altre bestie feroci, ma tutte, di fronte alla verga si danno alla fuga. Ad un certo punto, i due eroi si trovano in mezzo ad un’ampia pianura ricca di fiori profumati e di piante ombrose, su cui splende un tiepido sole. Qui, notano un ruscello dalle fresche acque, ma ricordandosi l’avvertimento del vecchio, essi non si fermano e procedono oltre. Nel punto in cui il ruscello forma un laghetto, trovano una mensa imbandita con i cibi più prelibati ed due fanciulle che stanno giocando nell’acqua. Una di essa invita i due eroi a fermarsi e a deporre le armi, ma essi non si lasciano attrarre dalle loro lusinghe e proseguono il viaggio. Quindi, entrano nel palazzo di Armida.

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