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Nel 1581 il celebre poema tassesco fu pubblicato con il titolo, non voluto dall’autore ma divenuto definitivo, ‘Gerusalemme Liberata’; Nel 1593 Tasso ripubblicò la propria opera, profondamente rifatta, intitolandola ‘Gerusalemme Conquistata’. Le principali differenze tra la "Gerusalemme liberata" e la "Gerusalemme conquistata" riguardano:

Il dedicatario: Il dedicatario della ‘Liberata’ è il duca Alfonso II d’Este; Quello della ‘Conquistata’ è il cardinale Clizio Aldobrandini, nipote di papa Clemente VIII, protettore del poeta negli ultimi anni della sua vita.
La struttura: I 20 canti della ‘Liberata’ diventano, nella ‘Conquistata’ 24 libri: Il poeta richiama sia nel numero, sia nella definizione di ‘libri’, l’’Iliade’.
Gli episodi: Tasso modifica e censura vari episodi. Ad esempio, tutti i “lieto fine” sono aboliti; inoltre, nella ‘Liberata’ Clorinda è l’unica ad essere inavvertitamente rimasta chiusa fuori dalla porta di Gerusalemme; Nella ‘Conquistata’ resta esclusa dalle mura della città insieme a pochi altri soldati. Tasso apporta questa modifica per rispettare in maniera più rigida il precetto aristotelico della verosimiglianza. Infine, l’autore introduce nuovi episodi, (come la visione profetica di Goffredo, caratterizzata da figure e temi religiosi)

e relaziona gli eventi fra loro in maniera più lineare
I personaggi: Alcuni personaggi hanno un nome diverso; ad esempio, nella ‘Conquistata’ il personaggio di Rinaldo si chiama Riccardo. Inoltre, i personaggi, soprattutto i soldati cristiani perdono la loro complessità psicologica, che nella ‘Liberata’ costituisce il motore della vicenda. I guerrieri pagani, che nella ‘Liberata’ si configurano come personaggi virtuosi e eroici, sono descritti come figure negative nella ‘Conquistata’. Infine, La grandezza del personaggio di Clorinda viene ridimensionata.
Lo stile: La ‘Conquistata’ si caratterizza per un innalzamento retorico e lessicale; dal punto di vista stilistico e grammaticale, Tasso conforma il poema alle norme dettate dall’Accademia della Crusca. Per esempio, il poeta modifica le parole che Clorinda rivolge a Tancredi prima di morire; in particolare si tratta del verso in cui la donna, con voce rotta, concede e domanda perdono. Nella ‘Liberata’, egli fa cadere la ‘o’ della parola ‘perdono’, e poiché questa è seguita da un termine che inizia per consonante, la scelta effettuata da Tasso costituisce un errore grammaticale. Nel verso della ‘Conquistata’ la parola ‘perdono’ è seguita dal pronome personale ‘io’; tuttavia esso è dotato di un ritmo meno fluido.
I Temi: il tema della guerra, nella ‘Conquistata’, prevale su quello dell’amore. Nel secondo poema, l’autore ridimensiona l’importanza del ‘meraviglioso’

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