tema svolto su un'esperienza vissuta


L'estate passata sono andato con due miei amici in Irlanda per imparare l'inglese e fare nuove esperienze all'estero.
Il giorno della partenza sono andato a Ciampino con uno dei miei amici, mentre l'altro prendeva un altro volo da Fiumicino.
Arrivati all'aeroporto di Dublino ci siamo riuniti con il gruppo del nostro amico, che era venuto anche lui con degli amici che incontra ogni estate in campeggio. Le nostre accompagnatrici ci hanno condotto fino al pullman che in tre ore ci avrebbe portato a Waterford, la città in cui saremmo stati per quelle due settimane.
La prima notte la passammo tranquilli nell'albergo conoscendo nuove persone. La mattina seguente facemmo un test d'inglese e ci divisero nelle classi. Nella mia classe eravamo quasi tutti italiani insieme a due spagnoli, in più si trovavano due ragazzi irlandesi per aiutarci nelle lezioni. Ogni mattina per quattro ore, infatti, dovevamo fare delle lezioni con dei professori che cambiavano quasi ogni giorno. Per nostra fortuna le lezioni erano tutt'altro che noiose, anzi, gli insegnanti sembravano ben preparati a insegnare a dei ragazzi che erano lì per "vacanza".

Il pomeriggio facevamo quasi sempre un'attività diversa e, molte di queste, fanno parte di una cultura molto lontana dalla nostra. Infatti abbiamo spesso assistito a eventi, in particolare sportivi che in Italia sono tutt'altro che comuni. Un pomeriggio siamo andati a vedere le corse dei cavalli all'ippodromo di Waterford. Ma, probabilmente, la cosa più bella e irlandese fatta il pomeriggio è stata senza dubbio assistere all'ultima partita del campionato giovanile di hurling, uno sport di origini celtiche che si gioca all'aperto in un capo con delle porte da calcio i cui pali continuano verso l'alto sopra la traversa a mo' di campo da rugby; i giocatori usano una mazza simile ad una mazza di legno piatta e devono usare quella mazza o le mani per mandare un pallina simile a una palla da baseball nella porta o per fare meta (quando la mandavi in porta dava più punti). Lo sport è durissimo, i giocatori si danno infatti mazzate e botte senza mai arrendersi e afferravano a mani nude la pallina che cadeva da decine di metri d'altezza. La partita era tra la squadra di Waterford, chiamata con il vecchio nome celtico Port Lairge, e un'altra squadra giovanile. Lo stadio era pieno, forse perché era piccolo dato che la città non è molto grande né popolosa. Ogni volta che la squadra di casa segnava nella porta da calcio la folla (che sarà stata di 1000-1500 persone) esplodeva di gioia. Alla fine il Port Lairge è riuscito a vincere partita e coppa. Questa è stata un'esperienza che ricorderò per tutta la vita e che raccomanderei a tutti.

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