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Il teatro inglese nel 1600


Il teatro del 1600 ebbe in Inghilterra uno sviluppo straordinario, soprattutto sotto Elisabetta I, tanto che si parla di “teatro elisabettiano”. La fioritura teatrale continuò anche dopo il regno di Elisabetta I, sotto il re Giacomo I. Il massimo esponente inglese fu William Shakespeare. Con lui, il teatro inglese entra in una nuova fase in cui la tragedia tocca i suoi vertici più alti, e amarezza e pessimismo dominano le scene rappresentate.
Nei drammi di Shakespeare, infatti, vengono rappresentati i conflitti e la crisi dei valori che dominano l’epoca, il crollo delle certezze rinascimentali (dovute anche alla rivoluzione scientifica) in linea con la nuova sensibilità barocca.
Nelle opere dell’autore vengono mostrati i dubbi sull'identità dell’uomo, i profondi misteri dell’animo, le insicurezze e le difficoltà a risolvere le situazioni.
I temi principali sono l’amore, la brevità della vita, la morte, la presenza del male (che macchia la storia di sangue), la lotta per il potere, i conflitti della coscienza.
Nel gusto e nello stile, invece, Shakespeare presenta una tendenza barocca, utilizzando un linguaggio elaborato, ricco di artifici retorici, tra cui molte metafore.
In Shakespeare, però, oltre agli aspetti barocchi del linguaggio e dello stile, sono presenti elementi classico-rinascimentali, perché in alcune opere sono presenti argomenti mitologici o della storia greco-romana e la rappresentazione dell’uomo volto ad afferrare sé stesso, come nel Rinascimento, in base alle proprie capacità, nonostante debba fare i conti con i propri limiti e con la crisi della realtà e le incertezze della società del ‘600.
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