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Galileo Galilei

La vita di Galileo (1564-1642) può essere distinta in quattro principali periodi: la formazione a Pisa e le prime ricerche (1564- 92); l’affermazione internazionale (1592-1615); la controversia e la ricerca di un compromesso con la Chiesa (1616-32); il processo, l’abiura e la segregazione ad Arcetri (1633-42).
Il nome di Galileo divenne famoso in tutto il mondo dopo la pubblicazione del trattato latino Sidereus Nuncius (1610), in cui lo scienziato descriveva quello che aveva visto puntando per la prima volta un cannocchiale contro il cielo. I dati così raccolti contraddicevano radicalmente la cosmologia aristotelica e offrivano prove per avvalorare l’ipotesi di un sistema eliocentrico. Il Sidereus Nuncius poneva le basi per una svolta epocale nella posizione dell’uomo nel cosmo. La Terra, e perciò l’umanità, non era più il centro del mondo: ne veniva sconvolta la rigida gerarchia degli spazi, che dall’antichità si era prolungata a tutto il Medioevo.
Dopo il successo del Sidereus, Galileo si trovò impegnato in una battaglia culturale condotta tra le élites politiche ed ecclesiastiche. Con le Lettere copernicane, scritte tra il 1613 e il 1615, cercò di far prevalere all’interno della Chiesa cattolica posizioni che non intendessero le verità della scienza e della teologia come inconciliabili. Nel 1616 però la Chiesa condannò l’ipotesi eliocentrica, e diffidò Galileo dal sostenerla pubblicamente, a voce o per iscritto. Galileo scrisse in italiano sia le Lettere copernicane sia le opere successive, abbandonando la lingua di comunicazione internazionale della scienza, il latino, per poter raggiungere un pubblico più ampio. Nel 1623 pubblicò dunque in italiano Il Saggiatore in risposta alle tesi di un astronomo gesuita. Nel libro Galileo sostiene che la verifica sperimentale è l’unico metodo certo per leggere il libro della natura, in opposizione al metodo dogmatico, che fonda la conoscenza sull’autorità dei libri.
Nel Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo (1632) Galileo mise in scena un dibattito fra tre interlocutori: un sostenitore del sistema tolemaico (Simplicio); un sostenitore di quello copernicano (Salviati); un arbitro neutrale (Sagredo). Questa rappresentazione che tende alla teatralità serviva a Galileo per sottrarsi alla censura ecclesiastica: il libro poteva apparire, infatti, una neutrale discussione di due teorie di natura astratta. In effetti il Dialogo passò un primo esame, ottenne l’imprimatur e fu pubblicato a Firenze; poco dopo, però, giunse da Roma l’ordine di sospenderne la pubblicazione e di ritirare le copie esistenti. Galileo dovette recarsi a Roma per sottoporsi a un processo; condannato, fu costretto a rinnegare le proprie idee.

Cronologia

 1592-1610 affermazione internazionale

1610 Sidereus Nuncius sostegno alla teoria copernicana
1610-1613 Lettere copernicane difesa della verità scientifica e della teoria copernicana
 1610-1632 controversia e ricerca di un compromesso con la chiesa
1623 Il Saggiatore difesa della validità del metodo sperimentale
 1633-1642 processo, abiura, segregazione ad arcetri
1632 Dialogo sopra i due massimi sistemi
• critica del sistema tolemaico
• difesa della teoria copernicana
• affermazione del primato del metodo scientifico induttivo e sperimentale
1642 morte di Galileo.

Titolo: Il sapere della modernità
In questo percorso abbiamo seguito la nascita e lo sviluppo di un nuovo modo di elaborare e convalidare la conoscenza. L’età moderna nasce con la rivoluzione scientifica, che impone nuovi criteri di verità: il sapere non deve più essere avvallato da un’autorità (religiosa o tradizionale), ma dalla verifica empirica e dalla tenuta logico-razionale. Con l’Illuminismo questo metodo di conoscere il mondo si estende dalla natura alle realtà storiche e sociali.
Titolo: Il Sidereus Nuncius: un modello di scrittura scientifica
Le opere di Galileo sono state una tappa importante sia in questa battaglia politico-culturale, sia nell’elaborazione di forme di scrittura che le corrispondessero. Il Sidereus Nuncius (T1), per esempio, ha molte caratteristiche in comune con le forme di comunicazione scientifica odierna. Come gli articoli scientifici di oggi, è scritto nella lingua internazionale della scienza (che all’epoca era il latino); stile e struttura sono semplici, perché la loro funzione primaria è quella di comunicare dati di realtà; a questo fine Galileo si serve anche di ausilii grafici (le illustrazioni).
Titolo: Il Dialogo sopra i due massimi sistemi: un modello di divulgazione
Con il Dialogo sopra i due massimi sistemi (T2) non siamo più di fronte a un’opera di sola esposizione, ma anche di discussione e divulgazione scientifica; per questo Galileo lo scrive in italiano. Il suo obiettivo principale, infatti, non è tanto quello di informare, quanto quello di influenzare le opinioni del lettore, di convincerlo: e non tanto (o non solo) del fatto che la Terra giri intorno al Sole, quanto della superiorità del metodo scientifico come strumento per raggiungere la verità. Per questo Galileo adotta il genere dialogico: il dialogo non espone una verità o delle convinzioni già raggiunte, ma mette in scena una discussione, e dunque il percorso epistemologico

seguito dallo scienziato per raggiungere la verità.
Titolo: Dal dialogo al saggio
La condanna di Galileo e del Dialogo è probabilmente all’origine dell’abbandono di questo genere da parte degli allievi di Galileo, riuniti nell’Accademia fiorentina del Cimento. Quando il segretario Lorenzo Magalotti pubblicò i loro esperimenti, scelse di definirli altrimenti: Saggi di naturali esperienze (1667). L’uso di questa parola, “saggio”, per indicare scritti in prosa che riportano osservazioni o sperimentazioni, si era diffuso in Europa a partire dal francese e dall’inglese: i modelli di questo genere nascente erano infatti gli Essais [Saggi] di Montaigne (1580) e gli Essays (1597) di Bacone. Montaigne e Bacone avevano dato l’esempio di un nuovo tipo di scrittura in prosa, in cui l’autore esponeva, a partire dalla propria esperienza, delle riflessioni di carattere insieme soggettivo e razionale.
Titolo: I generi dell’Illuminismo: l’enciclopedia, il pamphlet e il saggio
La scrittura saggistica domina il secolo successivo. Nel Settecento nasce in Inghilterra il giornalismo d’opinione, mentre in Francia i philosophes illuministi assegnano all’intellettale compiti pedagogici e sociali: per influire sulla pubblica opinione, sia il giornalista che il philosophe hanno bisogno di strumenti di riflessione e scrittura diversificati: da una parte essi devono essere completi e sistematici, per consentire una riformulazione del sapere (è il caso dell’Enciclopedia); dall’altra devono essere agili (come il saggio e il pamphlet), per mettere chiaramente in luce il punto di partenza soggettivo di chi scrive e insieme sottoporre ogni affermazione (e prima di tutto quelle dello scrivente) a una verifica razionale. Il saggista diventa così un critico dei saperi fossilizzati e del costume sociale e politico (T3, T4 e espansioni digitali T).

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