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Barocco


Stati regionali italiani e la Chiesa


La Repubblica di Genova conobbe un periodo di decadimento in seguito all’allentarsi della presa spagnola, essendone un nodo commerciale, Venezia mantenne una propria autonomia (infatti l’università di Padova fu frequentata da individui quali Galileo Galilei e Paolo Sarpi), il Ducato di Savoia costituirà un esempio di stato assolutistico, Firenze conobbe un periodo di Declino, Roma invece fu rafforzata dal periodo controriformistico mentre lo Stato della Chiesa perse potere in seguito ai vari eventi storici. Fu un periodo di squilibrio quello del Barocco, in seguito alla crisi economica dovuta all’egemonia spagnola e alla crisi delle rotte commerciali, inoltre vi era lo scontro fra i canoni rigidi della controriforma e il rifiuto della tradizione dovuto alle varie scoperte scientifiche.

Luoghi di produzione


Corti: In questo periodo vi è una valorizzazione degli artisti risiedenti alle corti, in quanto rappresentavano il principe tramite varie opere ed una trasformazione del cortigiano che diventa una sorta di segretario e diventa più dipendente dal principe, è quindi più complesso in questo periodo avere una sistemazione stabile, che ha come conseguenza un desiderio di svincolamento dai principi dei poeti, eccezione alla regola e Giovan Battista Marino, napoletano, che dà gran peso alla produzione encomiastica in cerca di una sistemazione stabile.
Chiesa: I loro condizionamenti non sono diversi rispetto a quelli dei cortigiani, il loro posto è più facilmente stabile, il sapere viene diviso e l’intellettuale chierico è specializzato in una materia particolare, questa rivoluzione anti ortodossa rende la Chiesa un’egemone della cultura e si avvicina agli aspetti del Barocco tendenzialmente contrari ai canoni cristiani, infatti un mediatore e teorizzatore di ciò fu il gesuita Emanuele Tesauro.
Editoria: Il caso dell’editoria è abbastanza travagliato in quanto, essendo che nel 1500 ha allontanato l’intellettuale dalla tradizione e ha contribuito all’indebolimento della Chiesa e che nella Controriforma è stata inserita la censura, essa si è limitata alla produzione di testi sacri o da messa, lasciando però spazio ai romanzi destinati alla produzione di massa, tuttavia l’editoria non sarà un valido sostituto alla Chiesa e alla corte. Vi sarà una produzione elitaria e di massa, grande esempio è il “Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo” di Galilei, che è stato scritto in italiano e non in latino, era quindi accessibile ad ogni fascia sociale, anche a quella più ai margini della conoscenza scientifica.
Accademia: Ultimo ma non ultimo luogo di produzione è l’accademia, alternativa alle corti per la circolazione di opere e la partecipazione al potere dei letterati, tuttavia la loro circolazione di idee limitata al loro ambito ne causò un isolamento. Fra le accademie più importanti ci sono quella degli “Incogniti”, decaduta essendo troppo “libertina”, quella della Crusca, che si occupava di separare il buon sapere dal mal sapere, e quella del Cimento, prettamente scientifica, accolse allievi di Galilei. All’estero alcune accademie furono addirittura finanziate dai monarchi.

Concezioni e idee del Barocco


La parola “Barocco” deriva da un tipo di sillogismo apparentemente corretto ma che contiene forte debolezza, e ciò sta a indicare la conseguenza dell’età controriformistica, l’amore per la bizzarria, l’irregolare e l’anomalo. Il Barocco è caratterizzato da un senso di ricerca e sperimentazione, da un senso di finzione e la messa in primo piano del senso visivo, ad esempio le Chiese barocche sono conosciute per i loro ornamenti, infatti l’artista barocco sperimentava questo senso surreale con alcuni elementi, quali gli ornamenti. Queste visioni della realtà tendono a far ricercare le corrispondenze fra la realtà barocca e quella umana, ed è infatti questo lo scopo dell’artista e del letterato barocco. Per attuare ciò essi ricorrono al “concettismo”, contrario al cultismo, che si pone di dimostrare legami inattesi attraverso l’utilizzo di metafore. Anche Galilei per dimostrare la sua concezione della natura e di Dio utilizza un linguaggio metaforico. Tutto ciò però ne delinea un eccessivo senso di astrattezza tipico dell’esagerazione barocca, il che lo fa passare alla storia come un periodo di degrado.

Intellettualismo barocco


Il problema di codesta ricerca barocca sta nella troppa tecnica che magari si può adoperare per arrivare alla conoscenza, ma nei grandi autori questa tecnica è coscienza della funzione della letteratura come strumento di conoscenza, i quali non vedono la creatività come sfogo di emozioni ma come espressione del legame fra il mondo e gli elementi utilizzati per rappresentarlo.
Basile e il Pentamerone: Giambattista Basile si ispira a Boccaccio, 50 novelle.
Lingua: Si afferma il modello Bembiano, la Crusca pubblica un Vocabolario.

Poema epico e differenze con il tradizionale


Il poema epico barocco, ma anche il controriformistico, stravolge gli ideali dei poemi tradizionali. Già Tasso con la sua “Gerusalemme liberata” aveva posto fine agli ideali rinascimentali, essendo l’opera caratterizzata non da unità rinascimentale ma dal caratteristico dualismo; nel periodo barocco Tasso verrà imitato, ma la sua rigidità controriformistica sarà interpretata in modo “bizzarro” dai letterati dell’epoca, quali Marino e Tassoni. Tassoni scrive “La secchia rapita”, un’interpretazione eroicomica di vicende reali che rovescia i valori alti su cui si poggiavano i temi tradizionali, ha finalità di diletto e di critica della società, si rifà al poema Tassiano come struttura e la sua visione è antitradizionalista. Dall’altro lato abbiamo Marino con l’”Adone”, un poema mitologico di stile prettamente barocco con funzione di diletto e si rifà al mito di Adone e Venere di Ovidio, condannato dalla Chiesa, non è passato alla storia avendo come sottile filo conduttore la sola rappresentazione della tipica realtà barocca in una struttura colma di digressioni.

La lirica barocca


La letteratura barocca è caratterizzata da un rovesciamento degli ideali caratteristici di quella rinascimentale, vengono rotti gli ideali di equilibrio e vi è una nuova sensibilità e concezione della realtà come mutevole. La poesia non ha più funzione pedagogica ma di diletto attraverso la “meraviglia”, vengono utilizzati elementi quali la metafora, grazie alla quale il lettore deve cogliere i vari legami sottili fra gli elementi della realtà, nuova concezione è anche quella femminile. Il principale esponente della letteratura barocca italiana è Giovan Battista Marino, che rinnova totalmente la poesia, dal punto di vista dei temi e dello stile, la sua poesia è ricca di artifizi retorici ed è caratterizzata da un edonismo che subirà poi una condanna dalla Chiesa, nel caso dell’”Adone”. Altri grandi esponenti della poesia marinista, talmente che fu importante, furono Ciro Di Pers, Giacomo Lubrano, Claudio Achillini, particolarmente aiutato da Marino, e in lontana parte anche Tommaso Campanella, spinto dal volere una rivoluzione sociale e religiosa. Dal punto di vista della poesia classicista, vi è anche in questo caso una sperimentazione di temi e di stili influenzati in gran parte dall’edonismo marinista e trattati con moderazione, grande esponente è Chiabrera. Esponenti della poesia in Barocca saranno anche Luis de Gòngora y Argote e Francisco de Quevedo in Spagna, che trattano la percezione della decadenza temporale, e John Donne in Inghilterra, capostipite della metafisica.

Galileo Galilei


La vita


Galileo Galilei nacque nel 1564 a Pisa da una nobile famiglia fiorentina, studiò all’inizio nel convento di Santa Maria di Vallombrosa, poi all’Università di Pisa, prendendo parte alla polemica fra il poema di Ariosto (per il quale simpatizzava) e il poema di Tasso, studiò inoltre prima medicina, poi matematica e filosofia naturale, stando però alla scienza tradizionale, nel 1585 abbandonò l’Università e nel 1589 rientrò come docente di matematica. Si trasferì poi a Padova nel 1592, durante il quale periodo ebbe contatti con personalità straniere grazie a Paolo Sarpi. Si trasferì poi a Firenze dove lavorò come filosofo e matematico presso il Granducato dopo aver risolto il conflitto con i gesuiti riguardo l’uso del cannocchiale. Più tardi si ripresentò il problema della Chiesa e nonostante Galilei avesse scelto una lingua come il volgare per essere compreso da più persone, nel 1615-1616 fu condannato al tribunale dell’Inquisizione e la sua teoria eliocentrica fu considerata incompatibile con la fede cristiana, gli fu proibito di diffonderla. Nonostante tutto però Galilei continuò la lotta contro la Chiesa. Nel 1623 mostrò al nuovo papa il “Dialogo sui due massimi sistemi del mondo” poiché quest’ultimo ne era un estimatore, nel 1633 tuttavia Galilei fu costretto ad abiurare la propria tesi in quanto Urbano VIII fu premuto politicamente e dovette rinunciare alla validità della sua tesi. Sorvegliato continuamente dal tribunale e sottoposto agli arresti domiciliari si ritirò ad Arcetri nel 1633, dove morì anche sua figlia Virginia un anno dopo. Galileo morì nel 1642.

Metodo scientifico e pensiero galileiano


I primi studi scientifici di Galilei derivano dagli studi di Archimede ed Euclide, esempio di primo esperimento fu la scoperta dell’isocronismo del pendolo. Lavorò anche al cantiere navale “Arsenale” di Venezia, dove cominciò a conciliare ricerca accademica e applicazione tecnica. Nel 1609 perfezionò il cannocchiale, uno strumento olandese utilizzato per osservare oggetti molto lontani, e proprio grazie a questo strumento riuscì a osservare dei satelliti di Giove per la prima volta, nonostante queste scoperte però Galilei venne contestato dai Gesuiti e dalla Chiesa, in particolare le sue opere “Sidereus nuncius”, il “Saggiatore” e il “Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo” furono ritenute sospette, tuttavia riuscì a produrre una nuova opera nel 1638, sintesi dei suoi studi di meccanica e risoluzione dei problemi riguardanti l’accettazione delle sue teorie, i “Discorsi e dimostrazioni intorno a due nuove scienze”. Nell’opera vengono poste le basi della nascita della fisica moderna e del metodo sperimentale, oltre che definizioni innovative quali quella di moto e di dinamica, ma anche le leggi del moto e il principio d’inerzia. Unica differenza, la sperimentazione e la disconnessione con le sue altre opere fecero sì che non furono oggetto dell’Inquisizione.

Metodo galileiano ed epistole


Gli interventi e gli studi galileiani diedero vita alla “Scienza nuova” (nuova poiché per la prima volta la matematica, che era una scienza astratta, veniva applicata alla natura concreta), ed è proprio per questo che la Chiesa condannò i suoi ragionamenti, perché l’astrazione della matematica la rendeva un sottoprodotto della teologia, non poteva quindi descrivere la natura fine a se stessa; proprio per difendersi Galilei affermò che la natura è scritta da Dio in caratteri matematici, ma non servì. Il metodo consisteva nell’osservare gli “esperimenti” e quindi fare esperienza ed elaborare sulla base di ciò una dimostrazione matematica, per questo il metodo è detto matematico-deduttivo. Per divulgare le proprie scoperte e i propri pensieri filosofici Galilei si affidò alle epistole, ad esempio la lettera a Dini, a Castelli e a Lorena, madre del granduca di Toscana Cosimo II, dette copernicane o teologiche poiché avevano la funzione di difendere le tesi dello scienziato ma anche di cercare di eliminare i pregiudizi della Chiesa sulle nuove scienze, anche queste lettere però furono prese di mira dal tribunale dell’Inquisizione. Il metodo scientifico afferma inoltre che le verità non sono mai definitive.

Poetica e stile


Tutte le sue opere tranne il “Sidereus nuncius” sono scritte in volgare, poiché destinate ad un ampio pubblico, affinché potessero comprendere meglio le scienze, concilia inoltre scienza e letteratura e sceglie la forma del dialogo ritenendola costruttiva rispetto ad altre forme, il suo stile è semplice e facilmente comprensibile.

Altre opere


Sidereus nuncius: trattato in latino, presenta alcune scoperte astronomiche, fra le quali quelle con il cannocchiale e quindi l’osservazione dei satelliti di giovedì.
Il Saggiatore: Epistola di argomento scientifico, in risposta alla Libra di Grassi Orazio, gesuita, difende le proprie scoperte, dimostrazione della dialettica galileiana secondo la quale ogni ipotesi va obiettata, scritto in volgare, dice che la verità scientifica non è mai definitiva.
Il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo: dialogo in volgare che esplica le teorie copernicana e tolemaica, scritto per impressionare Urbano VIII, personaggi: Simplicio, aristotelico tradizionalista, Salviati e Sagredo, progressista e neutro.
Discorsi e dimostrazioni intorno a due nuove scienze: altro dialogo scritto in volgare, scritto alla fine della sua vita e distaccato dalle altre opere, studia meccanica e moti.
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