Scambio di ospitalità di Sándor Márai


Amarezza e disillusione per un sentimento tradito ci possono inseguire tutta la vita, soprattutto quando non siamo riusciti a comprenderne le ragioni. Allora ci crogioliamo a cercare i perché di un amore o di un’amicizia finiti, aspettando il momento della rivincita che, anche quando arriva, non è mai come ce lo siamo immaginato. Il desiderio di vendetta, o se non altro di confronto, è direttamente proporzionale all’affetto che abbiamo provato. Tanto più forte è l’interesse per una persona e tanto più forti sono le passioni che s’agitano in noi.
Le persone che più amiamo sono spesso quelle che più ci deludono, verso le quali proviamo un senso d’insofferenza, se non addirittura di odio. Nella storia che segue l’amicizia tra Henrik e Konrad sembra idilliaca agli occhi del primo, che vuol bene incondizionatamente, con ingenuità, forse con cecità, travolto dalla perfezione del proprio affetto. Per anni Henrik, cui la vita ha donato tutto, non s’accorge del disagio dell’amico, dei suoi sacrifici, della responsabilità che incombe su di lui, della sua povertà. Alla semplicità, all’entusiasmo, alla freschezza della devozione di Henrik, Konrad risponde con un sentimento complesso, un intricato tessuto di tenerezza e invidia, di dedizione e disprezzo, di amore e di odio.
In una parola, la passione, intesa nel senso etimologico di “sofferenza”, di intenso “patire”, di umana contraddizione, è il sentimento che nutre il profondo animo di Konrad. Il testo è tratto da uno dei capitoli iniziali del romanzo Le braci, pubblicato in ungherese e in altre lingue nel 1942 e apparso in traduzione italiana nel 1998. Nel romanzo campeggia la solitaria figura di un anziano generale, il nobile Henrik, che da anni vive, immerso nei ricordi, in un castello dei Carpazi, aspettando il ritorno di un misterioso visitatore. Per lungo tempo, come un abile regista, egli prepara nei dettagli l’attesa incontro chiarificatore con l’ex amico e rivale in amore Konrad. Tutta la vita Henrik ha sperato di ottenere, un giorno, la rivincita su colui che, invece di ricambiare il suo affetto, lo aveva odiato al punto di portargli via l’amatissima moglie.
Quando Konrad torna, dopo quarantun anni, si svolge tra i due una sorta di sottile duello psicologico che si risolve senza un vincitore e senza risposte ai dubbi di Henrik: forse Konrad lo ha odiato e invidiato, forse è diventato l’amante di sua moglie Kristina, forse ha tramato con lei per ucciderlo, eppure, e questa è l’unica grande certezza, per salvaguardare l’amicizia è fuggito il più lontano possibile. Alla fine del libro i due contendenti si lasciano con la consapevolezza che, solo per l’amicizia che li univa e per la passione che entrambi li legava alla stessa donna, valeva la pena di aver vissuto.
Sándor Márai è uno dei più grandi autori della narrativa mitteleuropea, ovvero dell’Europa centrale, che conobbe un momento di grande splendore all’inizio del XX secolo nell’impero austro-ungarico. Fuggì negli Stati Uniti in seguito all’avvento del comunismo e la sua opera venne bandita in Ungheria; si ucciderà in California nel 1989. Solo recentemente, dopo anni d’oblio, la sua opera è stata riscoperta e tradotta in moltissime lingue.
Hai bisogno di aiuto in Italiano per la scuola superiore: Riassunti e Appunti?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email