Recensione del film ‘Il racconto dei racconti’ di Garrone


Il racconto dei racconti è un film di Matteo Garrone,tratto da ‘lo cunto de li cunti’ di Giambattista Basile,un letterato e scrittore del seicento,i cui racconti hanno trovato larga diffusione in tutta Europa grazie alla loro traduzione in francese dal dialetto napoletano.
Garrone nel film sceglie tre dei racconti di Basile: la pulce,la cerva fatata e la vecchia scorticata. Le tre storie si alternano tra loro sino a fondersi nel finale.
Tra i racconti di Basile e il film di Garrone vi sono poche differenze che vanno perlopiù a migliorare lo svolgimento delle storie.
La novella della Pulce racconta la storia di un re che si affeziona ad una pulce e a furia di pascerla ogni giorno attraverso il suo sangue essa cresce sempre più fino al giorno della sua morte. Il re decide allora di scuoiarla e mettere al bando un concorso: chi avrebbe indovinato di che animale era qual cuoio avrebbe avuto in sposa sua figlia. Fu un orco ad indovinare,così la giovane fu costretta a sposarlo e ad essere condotta nella sua caverna.
Un giorno la ragazza vide una vecchia e le chiese aiuto,così l’anziana mandò i suoi sette figli in soccorso riuscendo così a salvare la principessa e ad uccidere l’orco. La principessa poté allora tornare a casa dal padre,il quale ricompensò i sette figli della vecchia e trovò un marito per la propria.
Nel film il regista cambia un po’ lo svolgersi dei fatti : sarà una giovane circense con l’aiuto della sua famiglia a salvare la principessa dall’orco,ma ben presto l’orribile essere si renderà conto dell’inganno e scoverà la principessa, durante questa scena traspare nell’orco quell’umanità assente nella novella che lo porterà a fidarsi della principessa la quale coglie l’occasione per ucciderlo.

Nella novella della cerva fatata una regina, non potendo avere figli, consulta un mago il quale le disse che per avere un bambino avrebbe dovuto mangiare il cuore di un drago marino cotto da una bella ancella vergine. Così il re mandò l’esercito alla ricerca di un drago che fu cotto da una giovane e mangiato dalla regina. Dopo quattro giorni nacquero due bambini identici: uno partorito dalla regina, l’altro dalla serva. I due bambini non potevano stare l’uno senza l’altro fino a quando la regina ,invidiosa di tale rapporto ,fece in modo che il figlio della serva se ne andasse.
Quest’ultimo disse all’amico ,prima di partire, di guardare una fontana : se l’acqua fosse scorsa chiara,il suo stato sarebbe stato tranquillo; se l’avesse vista torbida, avrebbe passato un guaio e se l’avesse vista secca sarebbe morto. E dopo averlo fatto mise mano alla spada, e ferendo la terra fece nascere un ramo di mortella, e disse: "Finché la vedrai verde, saprai che sono vivo e vegeto; se la vedrai appassita, dovrai pensare che le mie fortune si sono ingarbugliate; e se la troverai tutta secca, sarò morto”

Un giorno il principe,che controllava sempre lo stato della fontana e del ramo, vide l’acqua sporco e il ramo appassito, così partì alla ricerca del fratello,il quale era andato a caccia ma era stato rapito da un orco trasformatosi in cerva. Il principe riuscì a salvare l’amico dalle grinfie dell’orco e a riportarlo a casa.
Nel film Garrone elimina tutte le peripezie presenti nella novella che i due amici devono affrontare tanto che la cerva fatata non compare affatto. Inoltre nel film è il re che va cercare il cuore del drago marino tanto da perire insieme all’animale.

Nella novella della vecchia scorticata il canto di due vecchie sorelle viene udito da un re,il quale attratto dalla voce delle due cerca in tutti i modi di vederle. Così una delle due sorelle lega tutte le pelli dell’altra,la quale durante una notte fa spegnere le luci del castello e giace con il re,il quale preso dalla voglia di vederla prende una candela e osservando che si trattava di una vecchia la fece buttare dalla finestra. Ella viene però vista da sette fate le quali risero a crepacuore vedendola e decisero di farle dei doni, così la vecchia si trasformò un una giovane bella donna di cui il re si innamorò e sposò. La sorella che venne invitata al matrimonio restò stupita nel vedere l’altra così giovane e bella e quando gli chiese come avesse fatto a diventare in tal modo la sorella le rispose che si era fatta scorticare. La vecchia decide allora di farsi togliere la pelle da un barbiere ma morì durante ciò.

Nel film il regista cambia un po’ la situazione : sarà una strega a dare il dono della bellezza e della giovinezza all’anziana e successivamente la sorella vecchia chiederà a quella giovane di rimanere nel castello e per farlo capisce di dover diventare come lei, così facendosi scorticare spera di essere accettata,inoltre nel finale la ormai regina diventerà nuovamente vecchia ,un particolare aggiunto da Garrone che vuole concludere il film con lo svelamento degli inganni.

I luoghi delle tre novelle sono perlopiù uguali : il castello e la foresta sono sempre presenti ,inoltre vediamo la presenza di giullari,servi,fate,maghi,animali e nobili che sono rappresentati come i cattivi.
Notiamo che alla radice di tutte le tre storie il problema è il rapporto con l’io interiore da parte dei due re e della regina.
I temi caratteristici nelle tre storie sono:
la metamorfosi,ossia la trasformazione che avviene da parte della pulce crescendo,dell’orco in cerva e della vecchia in giovane e bella donna;
il doppio: la pulce doppio della figlia e l’orco doppio del padre nella novella della pulce, le due vecchie nella novella della vecchia scorticata e i gemelli nella novella della cerva fatata;
desiderio: della madre che vuole un figlio, del re che vuole una carne fresca e della principessa che vuole un marito.
L’invidia,l’ira, l’amore, la lussuria e la voglia del potere sulle altre persone sono sentimenti che governano le novelle;
i rapporti: verticali,asimmetrico( tra il re e la figlia,tra la regina e il figlio)e orizzontali,simmetrico
( tra le due sorelle e i due amici identici).
La fiaba evoca ciò che governa la Modernità: il Potere violento delle corti, della Bellezza e del Desiderio.

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