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Grandi scoperte e grandi invenzioni


La caduta dell’Impero bizantino (1453) e il consolidamento di quello ottomano alterano gli equilibri politico-economici del Mediterraneo. Molti sovrani perciò sono spinti a finanziare esplorazioni e viaggi verso Occidente, in cerca di nuove rotte commerciali mai seguite prima. Ne deriva la scoperta di terre sconosciute e, successivamente, un progressivo spostamento dei centri economici e di quelli politici. La più famosa di queste imprese è compiuta nel 1492 dal genovese Cristoforo Colombo, il quale, finanziato dalla corona di Castiglia, sbarca su un continente “nuovo” e sconosciuto: l’America. Nell’arco di qualche decennio, le esplorazioni dei viaggiatori dilatano enormemente i confini della Terra, includendo un mondo autenticamente nuovo e sconosciuto e imponendo all’uomo occidentale un ripensamento della sua posizione nel mondo. L’impatto sull’immaginario collettivo e le implicazioni culturali di questo fenomeno sono enormi: con la conquista dell’America inizia una nuova era, che comporta anche una nuova missione, quella di conquistare alla fede cattolica le nuove popolazioni. Anche sul piano dell’economia le conseguenze sono significative: le nuove ricchezze drenate dalle terre di recente scoperta aprono, infatti, la strada, nelle aree più avanzate dell’Europa, alle prime forme della futura organizzazione capitalistica del lavoro. La bussola, le armi da fuoco e la stampa a caratteri mobili sono le tre invenzioni che simbolicamente rappresentano, attraverso il Cinquecento, l’avvento dell’età moderna. La bussola e la polvere da sparo, in realtà, erano già note da tempo, ma nuovi ne sono gli usi e le applicazioni. Nel corso del XVI secolo il ricorso alla bussola permette la messa a punto di precise carte nautiche favorendo il successo dei grandi viaggi.

L’impiego della polvere da sparo nelle armi da fuoco (dai cannoni agli archibugi), poi, modifica radicalmente le tecniche belliche dando origine a un’ampia trattatistica sull’“arte della guerra”. Sul piano culturale porta, invece, a un progressivo tramonto dei valori cortesi-cavallereschi: come lamenta Ludovico Ariosto nell’Orlando furioso, le nuove armi, sostituendo il conflitto a distanza al duello corpo a corpo, non consentono più di distinguere in battaglia il prode dal vile . La stampa a caratteri mobili, tecnica inaugurata dalla famosissima Bibbia (1455) realizzata dal tedesco Johann Gutenberg (1397 ca-1468), è l’altra grande invenzione destinata a cambiare il mondo. Presto proprio in Germania, negli ambienti della Riforma protestante, la diffusione della stampa divenne uno strumento di propaganda della nuova dottrina in funzione anticattolica e di diffusione del testo sacro messo a disposizione direttamente del fedele senza la mediazione del clero. In tutte le maggiori città europee si impiantano stamperie importanti; per l’Italia vale la pena di ricordare almeno l’esempio veneziano di Aldo Manuzio (1450-1515). La diffusione di questa tecnica favorisce la circolazione e l’accessibilità dei libri mutando anche le condizioni del lavoro intellettuale, che non richiedono più incessanti spostamenti da una biblioteca all’altra: l’uomo colto può divenire stanziale, vista la facilità con cui è possibile raccogliere quantità notevolissime di volumi.
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