Vita di Petrarca. Incisione sul Rinascimento e Umanesimo

Francesco Petrarca nasce nel 1304 e muore nel 1374. Egli inaugura una nuova figura di intellettuale, che si libera da una dimensione politica, al contrario di Dante e Boccaccio (suo amico intimo). Petrarca vive una condizione di "dicotomia", ovvero una condizione di divisione interiore, che prende vita nel Canzoniere, sua opera indiscutibilmente migliore.
La sua infanzia non è situata in un luogo fisso, poiché nasce ad Arezzo, ma assieme alla sua famiglia, composta dal padre, la madre e il fratello Gherardo (più piccolo di 3 anni), si sposta quasi subito a Pisa, nel 1311. L'anno seguente si trasferiscono ad Avignone, in Francia. Francesco odierà questo luogo perché era la sede del papato. Inizia gli studi giuridici a Montpellier, poi a Bologna. Nel 1327 ci fu il primo incontro con Laura, il 6 aprile, nella chiesa di Santa Chiara. Non c'è però alcuna fonte storica sulla reale esistenza della donna. La morte dei genitori (prima la madre, poi il padre) lo costringerà a tornare ad Avignone. La morte del padre fu molto disastrosa per lui, principalmente per la disponibilità economica che gli dava. Per questo motivo decise di prendere gli ordini minori e scegliere dunque il celibato (condizione non rispettata poiché ebbe due figli) per avere uno stipendio mensile offerto dalla chiesa. Nel 1330 entrerà al servizio del cardinale Francesco Colonna, come cappellano. In questo periodo comincia una serie di viaggi verso Parigi, Germania e Roma, dove cresce l'amore per il mondo classico e le sue opere. La sua grande passione è essere incoronato poeta. Questo riconoscimento gli viene dato nel 1341 e va a Roma dove viene incoronato poeta e storico l'8 aprile, giorno di Pasqua.

La dimensione dell'amore trova luogo in Laura. Nel Canzoniere moltissimi componimenti sono a lei dedicati.Durante i suoi viaggiha l'opportunità di portarsi a casa moltissimi libri, che formeranno la sua cultura e la sua vastissima biblioteca, che contava più di 200 titoli. Egli sperava di essere ricordato per le sue opere in latino, ma non fu così, poiché fu ricordato per le opere scritte in volgare. Nell'ultimi anni viaggia molto in Italia. A Padova gli viene dato un terreno, dove si costruirà la sua casa, protetto dalla figlia Francesca. Petrarca vive una dimensione diversa da Dante, perché per lui il mondo è Firenze e il suo grande dolore non poterci più tornare. Per Petrarca invece l'orizzonte è diverso. Il mondo è non solo una città. Dante ha una visione teocentrica, a differenza di Petrarca che ha una visione antropocentrica, dove al centro del mondo c'è l'uomo: visione umanistica. L'uomo è artefice del proprio destino e non è dio che decide per lui. Petrarca conosce molto bene il latino. Scrive infatti sia in latino che in volgare. Egli pensa che il latino serva per le opere pubbliche, quindi documenti. Il volgare invece da usare in privato, nella vita. In latino scrive una serie di epistole, raggruppate in: familiares, sine nominae, seniles, variae, metricae. Queste andranno a comporre l'Epistolario. Nel 1343 compone il Secretum. In Italia stringe una solida amicizia con Boccaccio. Negli ultimi anni della sua vita il poeta si dedica soprattutto agli studi e alla revisione del canzoniere. Nel 1374 muore, in seguito ad una serie di attacchi di febbre.

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