Concetti Chiave
- Francesco Petrarca, nato ad Arezzo nel 1304, intraprese studi giuridici ma abbandonò per dedicarsi alla letteratura ad Avignone.
- Ad Avignone, Petrarca visse una vita mondana dedicandosi anche allo studio dei classici e scrivendo liriche ispirate a Laura, figura simbolica dei suoi turbamenti.
- Il poeta alternava il desiderio di viaggiare alla ricerca di manoscritti classici con momenti di isolamento, come nel periodo trascorso a Valchiusa dedicato alla scrittura.
- Il dissidio interiore di Petrarca si intensificò dopo la sua incoronazione poetica, mentre si impegnava politicamente per il ritorno del papa a Roma, incarnando un nuovo intellettuale rinascimentale.
- Le sue opere si dividono in religiose e classiche, in cui critica la filosofia scolastica e promuove l'insegnamento di Sant'Agostino come via per la felicità interiore.
Quali sono le origini e la formazione di Petrarca?
Francesco Petrarca nasce ad Arezzo nel 1304, il padre era un notaio mandato in esilio da Firenze, e in seguito si stabilì ad Avignone. Petrarca intraprese gli studi giuridici a 16 anni prima a Montpellier e poi a Bologna, ma a causa della sua vocazione letteraria decise di lasciare i corsi e tornare ad Avignone.
La vita ad Avignone e l'amore per Laura
Ad Avignone condusse una vita frivola ma si dedica anche allo studio dei classici ai quali affianca la lettura di opere religiose su tutte le confessioni di Sant’Agostino. Petrarca scriveva comunemente in latino anche se coltivò la lirica volgare sulle orme dei poeti d’amore e tutte le sue liriche avevano come protagonista una donna di nome Laura. Il nome richiama probabilmente alla pianta di lauro cara al dio Apollo, non si è certi della reale esistenza di questa donna, si pensa che dev’essere stato solo un episodio effimero che il poeta ha usato come simbolo introno al quale raccogliere i suoi turbamenti interiori. Petrarca si dedicava quindi allo studio e alla vita mondana, ma questi andava anche alla ricerca di una sicurezza economica per non dipendere dai signori che lo ospitavano, quindi prese gli ordini minori così da avere una rendita sicura e potersi dedicare a pieno alla poesia.
Il desiderio di viaggiare e l'isolamento
Francesco sentiva anche il bisogno di viaggiare e durante i viaggi egli come un ape cercava manoscritti classici nelle biblioteche che visitava. In contrapposizione al desiderio di viaggiare egli sentiva anche il bisogno di chiudersi nella sua interiorità, come avvenne nel periodo di Valchiusa in cui il poeta si isolò in un paesaggio idilliaco dedicandosi allo studio e alla scrittura di poesie, e qui realizzò il suo ideale di vita lontano dalle cose vane e futili.
Il dissidio interiore e l'impegno politico
Il dissidio petrarchesco si mostra quando successivamente all’incoronazione poetica sul campidoglio, a dimostrazione del suo bisogno di gloria, inizia la sua crisi interiore senza sbocchi causata dal ritiro in convento del fratello Gherardo, caratterizzata dall’ansia di purificazione alternata ai desideri mondani. Contrario alla tendenza alla solitudine c’è l’impegno politico di Petrarca, che da intellettuale si interessa della situazione politica del tempo appoggiando Cola di Rienzo e cercando di far tornare il papa a Roma. Petrarca incarna la nuova figura dell’intellettuale rinascimentale, egli non è più come Dante legato ad un comune, ma non ha radici, egli si sposta da un corte all’altra e non ricopre più incarichi pubblici ma la sua funzione è quella di un dotto consigliere, questi non si stabilisce in nessuna corte, potendo contare su un guadagno fisso come chierico.
Le opere religiose e classiche di Petrarca
Le opere del Petrarca possono essere divise in opere religiose e opere classiche. Le prime opere religiose sono: le invettive contro un medico e sull’ignoranza propria e di altri. In queste opere Petrarca espone il suo disappunto nei riguardi della filosofia scolastica, infatti lui pensa che non sia giusto l’insegnamento aristotelico in quanto questi cerca di catalogare e schematizzare la realtà, secondo Petrarca l’insegnamento da seguire è quello di sant’Agostino che porta l’uomo a scavare dentro sé stesso in cerca della via della felicità. È probabilmente proprio da qui che nasce il tormento Petrarchesco, nel diffidare dagli insegnamenti che erano alla base per Dante per scavare nella sua interiorità.
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto storico e familiare in cui nasce Petrarca?
- Qual è il significato dell'amore di Petrarca per Laura?
- Come si manifesta il desiderio di isolamento di Petrarca?
- Qual è il dissidio interiore che caratterizza la vita di Petrarca?
- In che modo Petrarca si distingue come intellettuale rinascimentale?
Francesco Petrarca nasce ad Arezzo nel 1304, figlio di un notaio esiliato da Firenze, e si stabilisce ad Avignone, dove inizia gli studi giuridici prima di dedicarsi alla letteratura.
Laura, protagonista delle liriche di Petrarca, rappresenta un simbolo dei suoi turbamenti interiori; la sua esistenza reale è incerta, ma il nome richiama la pianta di lauro, simbolo di gloria e ispirazione.
Petrarca cerca un equilibrio tra il desiderio di viaggiare e la necessità di isolamento, come dimostra il suo ritiro a Valchiusa, dove si dedica alla scrittura e allo studio, lontano dalle distrazioni mondane.
Dopo la sua incoronazione poetica, Petrarca vive una crisi interiore, influenzata dal ritiro del fratello Gherardo, che lo porta a confrontarsi con l'ansia di purificazione e i desideri mondani.
Petrarca incarna l'intellettuale rinascimentale, spostandosi tra le corti senza legami fissi, impegnandosi politicamente e cercando di riportare il papa a Roma, mentre mantiene una rendita sicura come chierico.