La vita di Petrarca


Francesco Petrarca nasce ad Arezzo nel 1304, figlio di San Petracco, un notaio fiorentino esiliato perché guelfo bianco (come Dante)

Nel 1312 si trasferisce ad Avignone dove studia grammatica, retorica e diritto.
Si trasferisce poi a Bologna con suo fratello minore Gherardo, per completare i suoi studi e li, inizia ad interessarsi alla letteratura.

Nel 1326 dopo la morte del padre rientra in Provenza e per farvi fronte, intraprende la carriera ecclesiastica, nello stesso periodo si innamora di Laura (significati simbolici nelle poesie).

Petrarca fa numerosi viaggi in Francia e nel nord Europa in cerca di opere perdute di autori latini.

Nel 1337 visita roma e fino al 1338 si trasferisce a Valchiusa dove scrive il poema “Africa” e il “ De Viris illustribus”, e più tardi anche il “ Canzoniere”.

Nel 1341 ottiene il più alto riconoscimento per uno scrittore e vene incoronato poeta laureato a Roma, da qui in poi spende i suo tempo in favore di cause politiche ed etiche.

Visita Parma, Verona, Mantova, Padova e Valchiusa dove stende altre opere.

LA peste del 1348 porta via Laura e molti suoi amici, Petrarca allora viene spinto da un atteggiamento più riflessivo, interpretativo e contemplativo.

Petrarca fa un viaggio in Italia dove incontra e lega con Giovanni Boccaccio.

Nel 1358 si stabilisce a Milano, presso i Visconti, dove scrive per loro alcune opere polemiche.

Una nuova ondata di peste lo spinge a trasferirsi, prima a Padova e poi a Venezia.

Nel 1366 incomincia la stesura definitiva del Canzoniere.
Due anni più tardi si trasferisce ad Aquila dove muore il 18-19 luglio del 1374.


Il pensiero e la poetica


Nel profilo di Petrarca convivono moli aspetti tipici della cultura medievale.

E’ il 1° autore della letteratura italiana ad aver stabilito un rapporto tra la propria vita e la scrittura.

A differenza di Dante, Petrarca mette in scena un confronto interiore irrisolto, senza appunto, ottenere risposte sicure.

E’ alla ricerca della perfezione, è un contenuto di correzioni e ri-scrittura è inoltre il 1° grande autore di cui possiamo numerosi autografi ( testi scritti di sua mano).

Nella sua visione, l’intellettuale è un depositario di una missione civilizzata affidata alle “lettere”.

A lui spetta il ruolo di supremo ispiratore di linee politico-culturali, in una proficua alleanza tra corte e cultura.

Il progetto di Petrarca però non è tuttavia privo di contraddizioni, opere come il “ Secretum” mostrano un consapevole dissidio.

La figura di Laura diventa il simbolo dei desideri (non solo amorosi) che distolgono il poeta dalla sua tensione di rigenerazione morale.

Petrarca ricerca un rapporto nuovo e privilegiato con la cultura classica. Proprio grazie a questo richiamo all’antichità classica, Petrarca incontra un nuovo modello di letterato apolide e cosmopolita.

E’ uno scrittore bilingue, perche adotta sia il latino che il Volgare.

Il Canzoniere


Il Canzoniere non è solo il capolavoro di Petrarca, ma marche il primo libro lirico a carattere organico e unitario della tradizione europea.

Petrarca elabora i frammenti poetici del Canzoniere fin da giovane e fino ai suoi ultimi giorni di vita.

In questo libro, Petrarca, ricerca il senso profondo della sua esperienza umana e culturale.
Il titolo originale è scritto in latino, anche se l’opera è scritta in volgare, e significa: “ frammenti di cose in volgare di Francesco Petrarca poeta laureato”.
Il titolo “Canzoniere” che noi tutti conosciamo è il titolo dell’opera in volgare.

Esistono due codici autobiografici noti come: “ VAicano latino 3196” e “Vaticano latino 3195”:
il codice degli abbozzi ( o vaticano latino 3196) è una sorta di “brutta copia” dove il poeta lavora nelle stesure, rielaborazioni ecc. del Canzoniere
Vaticano latino 3195 è scritto in parte da Petrarca e in parte da Giovani Malfaghini. Questo è il codice originale nella sua ultima versione.
Ernest H.Wikins studiando le testimonianze autografe del poeta ha ricostruito nove forme sul Canzoniere:
le liriche ruotano attorno a Laura

Avviene una trasformazione dell’animo nel 1348 e l’opera prende una forma di u libro organizzato su criteri cronologico-tematici.
la struttura del libro si rafforza
la 1° attestata con sicurezza, copiata da Boccaccio (prevalgono il sonetto e il tema amoroso
9. ingloba le forme precedenti e da un aspetto finale al libro

Il Canzoniere è un racconto lirico, composto da 366 liriche in una struttura bipartita.

Questa divisione in due parte è data dalla morte di Laura (trasformazione dell’anima ≈ mutatio animi)

I 366 testi lirici designano un arco temporale. il “366” potrebbe stare a significare la durata di un anno bisestile come potrebbe essere il 1348; o potrebbe significare un anno più il sonetto proemiale ( simile ai 99 canti + 1 di Dante)

I temi che affronta sono:
amore
desiderio
lode della donna e del canto poetico
evocazione della natura
amicizia
impegno politico

L’io lirico si pone come il vero centro d’interesse, diventano soggetto e oggetto dell’indagine politica.
La poesia è alimentata dalla memoria: Petrarca spinto dalla morte di Laura, riesamina se stesso e il suo amore per lei.

Il prodotto finale del libro rappresenta quindi il ritratto do una soggettività che si ricompone e si riconosce attraverso la poesia.

Il filo conduttore del Canzoniere è quindi, l’amore per Laura.

Petrarca essendo ecclesiastico, dove porre l’amore per Dio prima di quello per Laura.
Laura gli fa cambiare idea, quindi il poeta incolpa Laura di averlo illuso sul suo amore terreno ( che non gli è concesso)

Il poeta nella 1° parte del libro non nomina mai il nome di Laura però il noe di laura riecheggia attraverso simboli e suoni sostituiti ( il lacro, l’aura, l’auro), però dopo la sua morte il nome di Laura viene nominato.

Il ritratto della donna però non è mai completo.
Conosciamo: i capelli, la fronte, gli occhi, il petto, le belle membra.

Prima della morte di Laura il Canzoniere era simile alla “Vita Nova” di Dante,poi dopo la morte, l’immagine di Laura divine contraddittoria ( inizio= amore come passione spirituale e distruttiva; poi = immagine positiva della donna)

Per quanto riguarda la politica, Petrarca, aveva un’indignazione verso la corruzione della corte papale, e poneva lo sguardo nostalgico verso Roma.

Nella canzone: “Italia mia”esprime la speranza di un riscatto politico dell’Italia.

Il tema amoroso e politico erano in stretta relazione ( dolore amoroso e privato da un parte, civile e politico dall’altra)

Il Canzoniere offre un amplificato metrico, con le novità della sestina e del madrigale :
303 su 317 sono sonetti (86.5%) (ABBA-ABBA nelle quartine e nelle terzine ci sono rime libere)
canzoni (5 o 7 stanze)

La lingua è relazionata ed ha una cura formale: elimina i tratti più locali, sostituiti da latinismi, provenzalismi, richiami ai siciliani e ai poeti toscani e stilnovisti. Nonostante la dolcezza e l‘armonia presenta uno stile ampio.

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