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Francesco Petrarca nasce ad Arezzo nel 1304 e muore ad Arquà nel 1374.
Tra il 1316 e 1326 studia giurisprudenza prima all'Università di Montpellier e poi all'Università di Bologna. Con l'evento della morte del padre, nel 1326 si dirige nuovamente ad Avignone.
Qui, secondo una testimonianza del poeta, il giorno 6 aprile 1327, nella Chiesa di S.Chiara, incontrò Laura, la donna che ispirerà le poesie dell'opera da lui scritta, il Canzoniere.
Laura, il 6 aprile 1348, muore. Di questa donna non si ha la certezza che sia esistita realmente
ma che sia stata piuttosto una sorta di modello di donna ideale da amare in tutta la sua complessività e non come donna-angelo.
(Facendo un piccolo confronto sulla vita di Dante e Petrarca, si evidenza la somiglianza dell'esperienza dell'esilio, ma a differenza di Dante, Francesco, nasce già in una situazione di esilio.)

Petrarca viene considerato il fondatore della lirica moderna proprio perché ha introdotto un nuovo elemento non presente nel periodo medievale che era legato ai principi della cristianità; questo elemento è l'io lirico, cioè una parte interna, complessa e fino ad ora quasi tenuta nascosta per non andar contro i principi religiosi – culturali del Medioevo.

Da ciò possiamo dire che Petrarca è un personaggio moderno che al contrario di Dante, vive tra il dover essere e l'essere e dunque un forte contrasto con sé stesso.
Questo sentimento che caratterizza Petrarca è il dissidio.
Petrarca rappresenta inoltre il superamento della mentalità medievale a quella dell'umanesimo nella quale l'uomo è artefice del suo destino e che ha un'anima.
Le opere più importanti di Petrarca che abbiamo analizzato sono il Canzoniere e il Secretum.

Inizio parlando del Secretum il quale titolo originale in latino è de secreto conflictu curarum mearum che tradotto in italiano significa il segreto conflitto delle mie ansie.
È un opera scritta in latino e in prosa e venne composta probabilmente nel 1347, ed è una sorta di diario in cui raccoglie un dialogo tra sé stesso e Sant'Agostino che è il suo interlocutore, dove emergono l'animo tormentato e inquieto di Petrarca e il suo vizio maggiore, l'accidia, cioè la coscienza nel sapere come dovrebbe essere, cosa dovrebbe fare, come dovrebbe comportarsi e il fatto che lui non riesca ad essere come si dovrebbe appunto perché lui è un uomo e in quanto tale vive le emozioni, le scopre e non riesce a sopprimerle.

Il dialogo si divide in tre giorni e viene suddiviso in tre libri.
Nel primo libro, Sant'Agostino individua l'attaccamento ai beni e passioni terrene di Francesco e dunque la causa dell'insoddisfazione e inquietudine che lo tormentano. Agostino cerca quindi di ricondurlo sulla retta via, facendogli fare una sorta di esame di coscienza in cui capisse le sue colpe e dunque poter avere un pentimento.

Nel secondo libro, sant'agostino analizza i sette vizi capitali che sono superbia, accidia, lussuria, ira, gola, invidia e avarizia, soffermandosi sopratutto sul vizio maggiore di Petrarca, l'accidia. Sant'Agostino cerca di trovare la soluzione per eliminare questo vizio.
Nel terzo libro, Agostino, esamina le due maggiori passioni di Petrarca cioè l'amore per Laura e l'attaccamento alla gloria che ostacolano la sua pienezza spirituale.

Il dialogo di quest'opera si conclude in modo aperto e Petrarca non riesce ugualmente a cambiare la sua situazione e insiste sul fatto che l'amore per Laura lo ha portato invece al bene e all'amore per Dio ma il punto di vista di Agostino è in contrapposizione e ciò.

Un'altra opera che abbiamo analizzato in classe, nonché la più importante è il Canzoniere il cui titolo originale in latino è Francisci Petrarchae laureati poetae Rerum vulgarium fragmenta tradotto in italiano come fragmenti di cose in volgare di Francesco Petrarca poeta laureato.
Composta tra il 1373 e 1374, raccolta di 366 liriche con presenza di endecasillabi e settenari in volgare, scelto proprio per allargare il suo pubblico e che narra di due momenti fondamentali ossia prima e dopo la morte di Laura, ripercorrendo le varie fasi di questo amore infelice.
Nonostante Laura sia spesso al centro dell'opera, nel Canzoniere si presenta un personaggio ancora più importante, definito l'io poetante ma che non è detto che sia sempre il poeta stesso, ma anche i suoi malesseri provocati in particolare dal suo dissidio.
Oltre che ad occuparsi di tematiche amorose/sentimentali, Petrarca di occupa anche di altre tematiche tra cui le canzoni politiche “italia mia, benché 'l parlar sia indarno”


Ora do una piccola presentazioni di alcune opere presenti nel canzoniere.
A pagina 249 del libro di testo si presenta il primo componimento del Canzoniere, il sonetto “voi ch'ascoltate in rime sparse il suono”, composto attorno al 1350. Narra della lunga illusione d'amore che Francesco ha vissuto, offrendo ai lettori 4 informazioni: il fatto che è stato innamorato, il suo cambiamento, la richiesta di pietà e perdono, la dignità che ha nel riceverli e il riferimento alla cristianità sul fatto che abbia capito il suo errore e dunque essersene pentito.

A pagina 251 “Solo et pensoso i più deserti campi”, sonetto che narra del rifugio in luoghi isolati prevalentemente verdi da parte del poeta per non farsi vedere dagli altri, ma evidenziandone l'inseguimento da parte del sentimento d'amore che nemmeno nei luoghi isolati lo lascia.

A pagina 259 il sonetto “erano i capei d'oro a l'aura sparsi” composto tra il 1339 e 1347 e evidenzia che l'amore per Laura rimane invariato nonostante siano passati molti anni dal primo incontro e il fatto che la bellezza fisica di Laura nonostante trascorrano gli anni, è sempre presente.

Come ultima abbiamo analizzato “Chiare fresche et dolci acque” a pagina 261, la canzone composta tra il 1340 e il 1341. Petrarca fa riferimento ai luoghi in cui era presente Laura e sentendo vicina la morte, Francesco chiede di essere sepolto in uno di quei luoghi nella speranza che un giorno Laura possa tornarci. Perciò il poeta descrive il suo sentimento di malinconia collegato ai ricordi passati e gli avvenimenti futuri, quali la morte per esempio.

In prosa= non in versi
epistolario= raccolta di lettere
testo letterario= non ha scopo poetico ma di trasmettere emozioni
verso endecasillabo= accento tonico cade sulla decima sillaba
verso settenario= l'accento tonico cade sulla settima sillaba
invettiva= discorso violento, contro qualcuno o qualcosa
sonetto= componimento poetico formato da 14 versi endecasillabi suddivisi in due quartine e due terzine

canzone= è un componimento poetico di lunghezza varia ed è formata da più stanze, cioè strofe ed è composta da settenarie ed endecasillabi
super io= è un insieme di regole che abbiamo acquisito sin da piccoli e dunque ci controlla
io=parte cosciente di ognuno di noi
es= inconscio

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