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Petrarca e il Canzoniere

Petrarca visse in un periodo di cesura tra il Medioevo e il Rinascimento. Il padre venne mandato in esilio nel 1302, così Petrarca nacque ad Arezzo, nel 1304.
Dopodiché, la famiglia si spostò ad Avignone, corte papale, e il padre mandò il figlio a studiare giurisprudenza nell'università di Padova, ma ben presto Petrarca scoprì la passione per la letteratura.
Egli fu un intellettuale cosmopolita e viaggiò molto. Per guadagnare qualcosa, prese i voti ecclesiastici e diventò feudatario: con lui iniziò l'epoca in cui gli intellettuali iniziarono a prendere i voti minori per guadagnare. Il fratello, invece, diventò frate per vocazione e questo mise in crisi Petrarca, facendolo diventare "l'uomo che voleva esserne un altro".
Con Petrarca nacque la filologia; i Medievali non comprendevano il concetto della distanza storica e il primo a comprenderla fu lui. Avendo grande fama da intellettuale, poteva entrare nelle più grandi biblioteche e studiare scritti antichi, cercando di riportare all'origine i testi. Inoltre, ritrovò molte opere considerate perdute, come le Lettere di Cicerone all'amico Pomponio. Per quel periodo, la classicità era prevalentemente latina, perché il greco non si era ancora diffuso in occidente; così Petrarca scrisse la maggior parte delle sue opere in latino e ispirandosi agli autori latini. Scrisse anche, come Cicerone, delle lettere non destinate alla pubblicazione, la più importante delle quali è "L'ascesa al Monte Ventoso".

Petrarca si avvicinò agli scritti di Agostino, con cui aveva molte affinità; in particolare egli è affascinato dalle "Confessiones". Ma Agostino arrivò alla perfezione, mentre Petrarca no, poiché aveva due difetti: l'amore per Laura e la sete di gloria. In particolare, l'amore per Laura lo portò a scrivere molte liriche che fanno parte del "Canzoniere".
Il Canzoniere è un'opera in volgare, il cui titolo originario era "Rerum vulgarium fragmenta", ovvero "Frammenti in volgare", perché Petrarca riteneva che fosse meno importante delle opere in latino. Si tratta di liriche in cui il poeta mette in mostra il suo animo, scisso tra un amore terreno e l'ambizione al distacco da questo amore. Dal Canzoniere non possiamo trarre nulla riguardo la personalità di Laura, ma per la prima volta vi è espresso l'invecchiamento della donna, che è quindi una figura immersa nel tempo. Le liriche che non riguardano l'amore per Laura sono poche e sono perlopiù di carattere politico.

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