Francesco Petrarca (Arezzo, Luglio 1304)

Il cognome inizialmente era “Petracco” ma fu poi cambiato con Petrarca perché più nobile.
Si trasferisce col padre, notaio, e la famiglia presso la curia papale ad Avignone. Qui inizia i primi studi di grammatica, retorica e dialettica. Nel 1316, per volere del padre, continua gli studia a Montpellier con indirizzo giuridico, nel 1320 si trasferirà a Bologna dove frequenterà lezioni universitarie di diritto dove però maturerà la sua passione per la letteratura e prenderà lezioni presso Giovanni da Virgilio, poeta latino, avrà qui infatti i primi contatti con la poesia volgare.

Nel 1326 lascia Bologna per tornare ad Avignone a causa della morte del padre e lì il 6 aprile del 1327 incontrerà Laura, nella chiesa di Avignone, per la prima volta. L’amore della sua vita che però non lo ricambierà, anche se sulla vera realtà di lei non si hanno certezze.

Il periodo trascorso ad Avignone porterà molti cambiamenti nella sua vita, decide infatti, nonostante la sua famiglia sia ricca da generazioni, di entrare nel ramo ecclesiastico come cappellano di corte presso alcune famiglie.
Nel 1333, con l’amico Giacomo dei Colonna, compie il suo prima viaggio in Europa (verso Parigi) dove conoscerà Dionigi, un monaco e teologo agostiniano, che gli regalerà “Confessioni di Sant’Agostino”

Nel 1337 si reca a Roma, città da lui prediletta perché definita come la più classica, avrà però una crisi interiore dove deciderà, quindi, di dedicarsi completamente allo studio e alla meditazione presso la villa da lui acquistata nella campagna provenzale. Valchiusa, il nome della cittadina in cui soggiorna, è definita nel “Canzoniere” come il luogo di libertà dalla vita sociale. Qui scrive testi classici.
Sempre nel 1337 nasce il suo primo figlio, Giovanni, illegittimo e, nel 1343, nasce Francesca figlia anch’essa illegittima ma una volta ottenuta l’autorizzazione dal papato Petrarca potrà curarsi della loro educazione.

La sua fama di letterato aumenta e nel 1340 gli viene offerta una laurea poetica da due diverse università, questo sceglie quella romana, ma per rendere la cerimonia più solenne decide di sottoporsi all’esame di Roberto D’Angiò. Viene quindi consacrato presso il Campidoglio nel 1341.
Nel 1342 torna a Avignone dove incontrerà Cola di Rienzo, ma questo incontro legato alla morte di Dionigi e alla decisione del fratello di legarsi all’ordine dei monaci eremiti provocano in lui un’altra crisi. Si rifugia a Valchiusa, mentre sistema le prime stesure del “Canzoniere”.

Decide di intraprendere poco dopo una serie di viaggi in Italia. Lo troviamo a Verona dove nella biblioteca trova un manoscritto contenente le epistole di Cicerone che lo influenzeranno molto riportandolo poi a Valchiusa per scrivere testi classici e iniziare la seconda stesura del “Canzoniere”.
Nel 1344-1347 viene contattato da Cola con una richiesta, quella di racchiudere l’Italia sotto Roma, Petrarca promette di raggiungerlo a Roma ma il suo viaggio sarà fermato dalla cattura di Cola, si ferma a Parma dove incontra i Visconti.
Nel 1348, anno della peste nera, muore Laura. Petrarca ne esce sconvolto e viaggia per due anni in tutta Italia.

Nel 1350 si reca a Roma e accetta di fermarsi a Firenze, secondo l’invito del suo ammiratore Boccaccio, gli viene offerta una cattedra presso lo studio fiorentino che lui rifiuta preferendo Valchiusa e la sua tranquillità.
Il suo ultimo giorno in Provenza fu dal 1351 al 1353 e fu qui che si ruppero definitivamente i rapporti con i Colonna., torna in Italia.
L’ambiente è un po’ diverso, si sono infatti instaurate le Signorie che ospitavano letterati e artisti.
Trova rifugio a Milano presso i Visconti fino al 1361. Gli anni milanese furono per lui di grande intensità letteraria, infatti qui scrisse per la maggior parte il “Canzoniere”.

Abbandona Milano nel 1361 a causa di un’epidemia. Soggiorna per la maggior parte in Veneto (tra Padova e Venezia) e nel 1370 il signore di Padova gli dona la terrà di Arquà dove Petrarca si ritira, quasi a imitare Valchiusa, con l’ausilio della figlia Francesca per completare le ultime liriche volgari del “Canzoniere”. Muore alla vigilia dei suoi settant’anni nel 1374.

1304 nasce ad Arezzo.
1312 si trasferisce in Provenza con la famiglia.
1316-26 studia a Montpellier (con indirizzo giuridico) e poi a Bologna (diritto)
1326 torna ad Avignone, morte del padre. Associazione ai Colonna, clero.
1327 incontra Laura per la prima volta.
1333 primo viaggio europeo a Parigi, incontra Dionigi.
1336-1337 viaggio a Roma, crisi interiore, ritiro a Valchiusa.
1337 e 1343 nascita dei figli Giovanni e Francesca.
1341 laurea con cerimonia nel Campidoglio.
1343 nuova crisi interiore per una moltitudine di eventi, inizia in Canzoniere.
1345 soggiorna a Verona, biblioteca e scritto di Cicerone, seconda stesura C.
1348 anno della peste nera, muore Laura. Crisi interiore, viaggia per tre anni.
1350 si ferma a Firenze da Boccaccio, rifiuta cattedra fiorentina.
1351-1353 ultimo soggiorno in Provenza.
1353-1361 soggiorna a Milano dai Visconti.
1361 lascia Milano per un’epidemia, Padova, terra Arquà regalata.
1370 si ritira a Arquà e finisce le ultime opere del Canzoniere con la figlia.
1374 morte di Petrarca.
DIFFERENZE PRINCIPALI TRA PETRARCA E DANTE.
Differenza di una sola generazione ma sembrano appartenere a epoche completamente diverse. (carattere, sensibilità, educazione)

Piano biografico.
Dante: famiglia povera, l’esilio ha accentuato i suoi problemi.

Petrarca: famiglia ricca, il padre notaio gli garantisce un’istruzione migliore. Si fa chierico e ottiene altre rendite e benefici. Inoltre il periodo delle signorie lo aiuterà a sviluppare il lato culturale.

Sociale e politico.
Dante: viveva in prima persona la politica e la sconfitta dei guelfi bianchi ne ha portato il suo conseguente esilio, il suo ideale politico era una monarchia universale.

Petrarca: vive meno la politica rimanendo chiuso nella curia papale o nelle signorie. Preferisce un’Italia unita dal punto di vista culturale piuttosto che politico.

Storia e cultura.
Dante: chiudeva con la Divina Commedia un’epoca, la sua cultura è una sintesi formale della cultura medievale.

Petrarca: vive nell’epoca a cavallo tra il Medioevo e la nuova era. Stenta a credere ai valori medievali ma non ha sicurezza nel proporne di nuovi.

Dalla sintesi all’analisi.
Dante: Nella Divina Commedia troviamo di sicuro ogni sapere: teologico, filosofico, scientifico, morale, letterario.

Petrarca: Non crea un’opera sintetica con ogni sapere, preferisce crearne più d’una ma approfondite. Preferisce l’analisi attenta.

Sensibilità culturale.
Dante: è interessato alla vita in tutti i suoi particolari, punta all’analisi psicologica e emotiva dei personaggi e delle situazioni.

Petrarca: punta alla riflessione in sé dell’uomo non alla vita in generale. Al centro delle sue ricerche troviamo l’uomo e la sua anima.

Sensibilità personale.
Dante: rappresentato come un uomo pieno di certezze, sapeva come descrivere il mondo e la sua realtà.

Petrarca: è un uomo insicuro, pieno di pentimenti. Analizzava i problemi in maniera ossessiva e non era mai certo della riuscita delle sue opere (vedi la fine del canzoniere a cui lavoro fino agli ultimi giorni di vita) non crea una teoria del mondo e della sua esistenza si domanda invece a una sua risposta, una sua risoluzione.

Fede religiosa.
Dante: fede salda tipica del medioevo, credeva nel Dio che stava al centro e orientava i fedeli.

Petrarca: tipo di religione più personale e intima, punta a ritrovare Dio dentro di se.

L’amore.
Dante: Beatrice, vista come un angelo di Dio, vista come una fonte di beatitudine e una via per raggiungere Dio.

Petrarca: Laura, creatura fragile, terrena, soggetta alle insidie del tempo, non porta serenità anzi porta al poeta una tentazioni, un ostacolo. Vede l’amore come una colpa di cui chiedere perdono.

Rapporti con gli autori classici.
Dante: dava importanza agli autori classici ma solo come interpretazione medievale (vedi Virgilio che lo accompagna fino alla fine del purgatorio e non oltre, la fede divina)

Petrarca: sono uomini perfetti. I classici sono visti da lui come fratelli maggiori, una via per trovare noi stessi e il nostro io.

PETRARCA CON LA SUA VISIONE VA OLTRE IL MEDIOEVO, E’ IN COSIDDETTO INIZIATORE DELLA CIVILTA’ MODERNA.

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