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Petrarca – Spiegazione principali sonetti


“Erano i capei d’oro a L’aura sparsi”


Il sonetto “Erano i capei d’oro a L’aura sparsi” è stato scritto da Francesco Petrarca e si trova nel Canzoniere. Il tema fondamentale del sonetto è l’amore che il poeta nutre per Laura.
Il poeta ci racconta che i capelli biondi di Laura erano mossi dal vento all’aurora, il vento li avvolgeva in tanti dolci riccioli e la luce ammaliante dei suoi occhi belli, che poi era diminuita a causa del tempo che passava, splendeva in modo straordinario; al poeta sembrava che il viso di Laura si atteggiava a pietà, lui era pronto all’amore, quindi non c’era da meravigliarsi se si innamorò subito.

Il portamento di Laura non era una cosa mortale, ma aveva l’aspetto di un angelo, e le sue parole suonavano diversamente da una voce umana.
Quel che vide Petrarca fu uno spirito celeste, un vivo sole, e anche se ora non fosse così, la ferita non guariva perché si allentava l’arco che l’aveva causata.


Solo et pensoso i più deserti campi”


Il sonetto "Solo et pensoso i più deserti campi" si trova nel Canzoniere.
Il poeta ci narra che solo e pensoso percorreva i più deserti campi e volgeva gli occhi attentamente per sfuggire ai luoghi in cui il suolo era segnato da impronte mane, quindi da luoghi molto abitati.
Non trovava nessun riparo che gli evitava che la gente mostrava di accorgersi della sua sofferenza. Ormai credeva che i monti, i campi, i fiumi e i boschi sapevano come era la sua vita nascosta agli altri.
Petrarca, però, non riusciva a trovare luoghi deserti, tanto da impedire ad Amore di seguirlo.
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