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Le rime rappresentano delle identità di suoni e insieme al canzoniere vengono utilizzate per indicare le opere di Petrarca. Le rime le troviamo nelle lingue romanze e deriva da “ritmus”= ritmo che rappresenta una alternazione regolare del tempo. Quindi il ritmo nelle composizioni è dato dall’ictus che si basa sull’isosillabismo. Quindi per metonimia indichiamo i componimenti che si basano su questo senso di ritmo delle lingue volgari
Le rime includono componimenti di carattere dottrinale, legati allo studio della teologia e della filosofia cui Dante si dedicò dopo la morte di Beatrice, saranno raccolti nel Convivio. Accanto a questi componimenti Dante sperimenta altre forme di poesia: come quella comica e burlesca, testimoniata dalla “tenzone” con l’amico Forese Donati. Da questi versi emerge una concezione dell’amore completamente diversa da quella espressa nella Vita Nova: è un amore sensuale che si esprime in un linguaggio sofisticato e artificioso. Quindi tutte le opere di Dante non dedicate a Beatrice vengono raccolte nelle rime. Le rime appunto hanno una natura “composita” e “eterogenea”.Il miracolo avviene grazie alla sua semplice apparizione (Epifania) che è indicata dalla parola chiave: “pare”che assume il significato di apparire. L’unica reazione possibile di fronte a questa apparizione è la contemplazione di chi è in grado per virtù morali di comprendere la dolcezza dato che il pubblico a cui si rivolge Dante è fatto da una cerchia di persone elette per aristocrazia di sentimenti capaci di comprendere l’esperienza d’amore che il poeta descrive.

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