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Pace non trovo, et non ò da far guerra

Questo sonetto è lo sfogo disperato del poeta, travolto dalla passione amorosa. Si sente felice e triste, gli sembra di sfiorare il cielo e invece precipita al suolo. Allora, Petrarca non si interessa più della situazione politica medioevale, ma nelle sue opere si concentra maggiormente sull’amore. Quindi vi è un certo ripiegamento, una chiusura su se stesso evidenziando la poesia lirica che è una poesia soggettiva con tema principale l’amore. In Petrarca la donna e l’amore sono fonte di contraddizione, questa dimensione della contraddizione letteralmente si trasforma nell’antitesi che rappresenta lo stilema principale di Petrarca che sta appunto ad indicare le varie caratteristiche del sonetto. Nelle prime due quartine è evidenziato la contraddizione che alberga in lui, invece nelle 2 terzine parla maggiormente di sentimenti. Questo sonetto insieme a tutti quelli del canzoniere subirono numerose modifiche durante gli ultimi anni della vita di Petrarca il quale attuò quindi un processo di Labor Line ovvero un lavoro di limatura. Nella biblioteca vaticana vi è un codice dove sono riportati sonetti di Petrarca che lui stesso ha trascritto e corretto.

In questo sonetto ritorna il motivo paesaggistico legato alla memoria di Laura. Nel sonetto che appartiene alla sezione delle rime in morte, il paesaggio di Valchiusa, appare in amara opposizione con il triste stato del poeta. Qui è evidente il tema della trasfigurazione.

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