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Petrarca - Opere latine in prosa

All’interno della produzione del Petrarca un ruolo importante rivestono le opere latine in prosa, con le quali il Petrarca si pose al centro di un vasto moto culturale esteso a tutto l’Occidente. In primo luogo è un gruppo di scritti ascetici, fra i quali spicca il Secretum, un dialogo, composto fra il 1342 e il 1343, fra il poeta e sant’Agostino alla presenza muta della Verità. Il santo rimprovera al Petrarca le sue colpe, ed egli dapprima esita ad accettarle come tali, specialmente quando gli è rimproverato l’amore per Laura; ma a poco a poco, una dopo l’altra, riconosce fondate le argomentazioni dell’altro, che gli mostra quanta debolezza, quanti compromessi, quanti vili accomodamenti con se stesso abbiano costituito finora la sua vita interiore. Falso e peccaminoso gli si svela l’amore della gloria; peccaminosa gli appare quell’acedia o accidia – cioè quel continui morboso scontento di sé e del mondo tutto-, quella voluta dolendi, cui si è abbandonato con tanto compiacimento; peccaminoso gli diventa lo stesso amore per Laura, nella sua mascherata sensualità, nella forza con cui lo ha legato agli affetti terreni, nelle ipocrisia con le quali invano il Petrarca ha cercato di abbellirlo ai propri occhi. Perché il Petrarca abbia scelto come suo interlocutore sant’Agostino è chiaro, chi ripensi alle Confessioni del santo, modello di analisi sottili di sé, e al fatto che proprio la scoperta di sant’Agostino lo aveva avviato verso una cultura e un’arte incentrate nell’introspezione, raccolte su se stesse piuttosto che disperse sul mondo circostante.

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