La vita di Petrarca


La formazione e l'amore per Laura

Petrarca nacque ad Arezzo nel 1304 da una famiglia fiorentina borghese, si trasferì ad Avignone con la sua famiglia dopo che il padre era stato mandato in esilio a causa della padronanza di Firenze da parte dei guelfi neri. In adolescenza Petrarca intraprese gli studi giuridici ma poi nel 1326 si rese conto della sua vocazione letteraria ed torno ad Avignone. Qui condusse una vita frivola e dissipata ma allo stesso tempo si dedicò allo studio degli scrittori classici. Le tendenze di petrarca erano: il culto dei classici e un’intensa spiritualità cristiana( teneva sempre con se le confessioni di sant’Agostino). La lingua in cui pensava e scriveva era il latino ma coltivava anche il genere della poesia volgare. Raccolse tutti i motivi della sua poesia intorno alla figura di Laura:sono nate molte discussioni sulla realtà di questo amore e sulla realtà di Laura ma ora si è abbastanza concordi nel ritenere che alla base della lirica del canzoniere vi sia un’esperienza reale. L’amore per Laura assume un valore simbolico attorno al quale il poeta concentra tutti gli elementi della sua vita interiore.

I viaggi e la chiusura nell'interiorità, bisogno di gloria


→ Petrarca sentiva fortemente il bisogno di sicurezza materiale e per questo prese gli ordini minori(chierico) i quali non implicavano la cura delle anime ma consentivano di accedere a cariche con rendite lucrose.
→ Al bisogno di sicurezza materiale e tranquillità si contrapponeva un’inquietudine perpetua, la curiosità di conoscere che lo spingeva a viaggiare. Ogni viaggio era per lui un modo per arricchire la propria cultura: andava nelle biblioteche per scoprire testi classici dimenticati e stringeva amicizia con letterati europei ed italiani.
→ Tuttavia a questa tendenza si opponeva il bisogno di chiudersi nell’interiorità, di approfondire la coscienza di sé. Questa tendenza al raccoglimento interiore si concretò nel ritiro a valchiusa: qui il poeta amava rifugiarsi lontano dalle preoccupazioni e dal tumulto cittadino dedicandosi alla lettura dei classici,alla scrittura e alla meditazione. Da questo otium letterario nacque gran parte delle sue opere; valchiusa divenne per petrarca simbolo di un’attività spirituale indipendente nella quale il poeta realizza il suo ideale di una vita autentica non dispersa tra cose inutili e vane.
→ L’attività letteraria di petrarca deriva in primo luogo dal suo preponderante bisogno di gloria,di riconoscimenti,di onori. Tale desiderio fu appagato dall’incoronazione poetica avvenuta nel 1341.
→ Dopo questo soddisfacimento in petrarca avvenne una crisi religiosa fatta precipitare dal ritiro in convento del fratello:egli non riuscì però ad approdare ad una decisione così radicale pur vagheggiandola; per lui la crisi si tradusse in un tortuoso processo interiore senza sbocco risolutivo in cui si alternavano ansie per la sua debolezza e il risorgere di interessi mondani,letterari e politici.
Emerge chiaramente da qui il suo “dissidio” ossia il continuo oscillare della volontà che non riesce mai a trovare una soluzione definitiva.

L’impegno politico


L’esercizio letterario è anche strumento di impegno politico e civile, egli usa il suo prestigio e la sua eloquenza per far ritornare il papa a Roma e per far ritornare la chiesa al suo stadio originale, si rivolge anche a Carlo IV di Boemia per ritornare in Italia e ristabilire l’autorità imperiale, deplora le lotte civili tra fazioni e tra i signori e invoca una pace durevole. Si entusiasma al tentativo di Cola di Rienzo di riportare Roma alla grandezza antica facendola centro di una rinnovata cristianità. Petrarca invia varie lettere a Cola e si pone anche in viaggio per poter essere a Roma al suo fianco ma dovrà fermarsi poiché il degenerare dell’obbiettivo di Cola di Rienzo lo distoglie dai suoi propositi. Si spegne ad Arquà nel 1374.

Petrarca come nuova figura di intellettuale


L’intellettuale cosmopolita, il cortigiano, il chierico


Petrarca rappresenta una nuova figura di intellettuale e anticiperà la figura che dominerà nei periodi successivi.
→ Intellettuale cosmopolita: ciò si manifesta nella sua perpetua ansia di viaggiare e scoprire nuovi letterati e testi classici
→ Intellettuale cortigiano: accetta la nuova istituzione della signoria,sceglie di sostenerla con il suo prestigio e con la sua autorevolezza di grande intellettuale. Intraprende una funzione pubblica lavorativa. Tuttavia resta geloso della sua autonomia di intellettualee per questo rifiuta incarichi che lo mettessero troppo in risalto. Garanzia di questa indipendenza sono le rendite ecclesiastiche.
→ Intellettuale chierico: colui che trae sostentamento da cariche e beneficiecclesiastici e da essi ricava la possibilità di dedicarsi agli studi a tempo pieno senza doversi disperdere in altre attività professionali.

L’humanitas


I privilegi e i favori di cui petrarca può godere si spiegano con il grande prestigio che la letteratura ha assunto. Essa viene considerata la più alta manifestazione dello spirito umano. l’essenza stessa dell’umanità(humanitas). Il letterato è colui che fa rivivere il mondo antico poiché modello della vita spirituale e di quella civile; d’altro lato è colui che cura l’immortalità della fama presso i posteri. Petrarca è il maggior esponente dell’umanesimo: per lui le lettere è dove si concentrano i più alti valori umani e dove si individuano gli strumenti per la formazione complessiva della persona. Le lettere sono utili e costruttive perché riconducono alla meditazione e alla riflessione interiore e perché portano alla vera conoscenza di sé. Per questo petrarca ha un idea altissima della dignità del poeta che per lui è il sacerdote di un vero e proprio culto.
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