Erano i capei d’oro a l’aura sparsi
Sonetto : componimento di 14 versi, due quartine e 2 terzine.
Il sonetto ha solo versi endecasillabi, ma a volte il poeta spezza con un settenario e c'è una pausa centrale che può stare dopo la quinta sillaba o prevalentemente dopo la sesta
Dopo la sesta -> pausa a maiore; dopo la 5°-> pausa a minore
Rime ABBA ABBA CDE CDE
"Vago lume" -> bello, ma anche desiderabile-> bisogno di corteggiamento, valenza erotica
"Vago lume di quei begli occhi" -> iperbato che evidenzia:
1) bellezza degli occhi di lei
2) sensualità emanata dagli occhi di lei
"si scarsi” 1° segno del passaggio del tempo
Da questo alcuni dicono che è stato composto dopo la morte di lei, ma la maggior parte è contraria per la descrizione del paesaggio.
" e l'viso di pietosi.." impressione che lei provi qualcosa per lui

"esca amorosa" metafora della predisposizione all'amore
Le ultime due terzine dicono che il suo modo di camminare sembrava di un angelo e anche la sua voce era quella di una dea
Solo e pensoso i più deserti campi
Nelle prime due quartine il poeta da solo si allontana dalla città. Cerca di sfuggire allo sguardo della gente. Percorre luoghi reali, ma indeterminati
"passi tardi e lenti " stessa cosa, va piano perché concentrato nel pensiero d'amore.
Si guarda intorno per evitare luoghi segnati da tracce umane e non trova altro riparo per evitare l’accorgersi della sua condizione da parte degli altri; infatti dai suoi atteggiamenti tristi si capisce il suo dolore
"monti e piagge e fiumi e selve" conoscono la sua pena d'amore; l'accumulazione degli elementi del paesaggio rende lo spazio reale e indeterminato ed esprime il bisogno di solitudine del poeta.
" Ch'Amor" personificazione; non trova posti dove l’Amore non lo segue e proprio l'Amore stesso “ragiona con me ed io con lui”.

Hai bisogno di aiuto in Petrarca?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email