Ominide 1474 punti

Petrarca - Epistolario


L’idea dell’epistolario nasce dal fatto di aver ritrovato delle epistole di Cicerone. Cicerone aveva scritto moltissime lettere, agli amici (Ad familiares), all’amico Attico e a vari personaggi. Sono tutte lettere vere, non rielaborate a livello letterario, e infatti sono, insieme alle epigrafi di Pompei, una delle più importanti testimonianze del latino volgare. Le lettere dell’epistolario di Petrarca sono 500, e sono scritte tutte in latino. Il latino era infatti la lingua con cui si parlava fra intellettuali o fra personaggi potenti, con cui Petrarca aveva profonde relazioni, era una lingua internazionale, come l’inglese di oggi. Le lettere sono divise in 5 raccolte, a loro volta divise in libri. A differenza di quelle di Cicerone, sono lettere che hanno subito una profonda revisione letteraria: Petrarca le cura, le rivede, le riscrive in modo quasi maniacale. Questi epistolario quindi è una vera e propria opera letteraria, che ha avuto una revisione continua. Egli teneva addirittura una copia di tutte le lettere che inviava e proseguiva a correggerle e modificarle anche dopo averle inviate. Sono quindi lettere che vengono effettivamente inviate, ma anche sentite come opera letteraria. L’idea della pubblicazione avverrà però in un secondo momento, dopo il ritrovamento delle lettere di Cicerone a Verona. È una delle sue opere più interessanti, perché ne ricaviamo molte vicende personali, molti aspetti della sua vita e della sua personalità. In realtà però il filtro letterario fa sì che in queste lettere egli metta in risalto soprattutto le sue qualità e poco i suoi difetti. Egli punta a sottolineare le sue qualità di dotto, di moralista, mentre le sue insicurezze psicologiche, che trapelano di più in altre opere, nelle epistole emergono meno. I tratti che emergono sono quelli positivi: le qualità di uomo istruito, colto, dotto e le grandi qualità morali. L’amore per Laura per esempio non compare mai, la tematica dell’amore è quasi censurata. Trapela quindi un’immagine di lui più in positivo rispetto ad altri testi.
Queste lettere sono molto affascinanti, perché sono indirizzate a tantissimi personaggi famosi del periodo: egli svolgeva infatti il ruolo di ambasciatore e aveva contatti con sovrani, papi, intellettuali. L’opera è quindi uno spaccato di una società in continua trasformazione.

Prima raccolta: “Familiares” (richiama le “Ad familiares” di Cicerone). Include circa 350 lettere. In questa raccolta Petrarca inserisce anche lettere indirizzate a uomini del passato, come lo stesso Cicerone.

Seconda raccolta: “Sine nomine”. Include 19 lettere e vengono dette “sine nomine”, cioè “senza nome”, perché non viene esplicitato il nome del destinatario. Questo perché trattano di scottanti argomenti politici, inerenti soprattutto alla corruzione della Chiesa. Egli si scaglia soprattutto contro la curia papale avignonese, la cui corruzione aveva sperimentato vivendo alla sede papale di Avignone.

Terza raccolta: “Seniles”. Include 125 lettere divise in 17 libri. Sono state scritte in un periodo più tardo, quando era già vecchio. Anche queste sono rivolte ad amici e familiari ed è questa raccolta che si conclude con la lettera Posteritati. Da sottolineare è che questa lettera non è conclusa.

Quarta raccolta: “Variae”. Sono le lettere che Petrarca non voleva pubblicare. Le lettere dell’epistolario sono infatti lettere che nascono da esigenze reali, che scrive e invia davvero e deciderà solo dopo di pubblicarle. Le variae sono quelle che aveva escluso dalla pubblicazione, ma che verranno raccolte dopo la sua morte.

Quinta raccolta: “Epistulae metricae”. Sono in poesia e appartengono agli anni giovanili.
Hai bisogno di aiuto in Petrarca?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email