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Alexandros, Poemi Conviviali – Giovanni Pascoli

“Poemi conviviali” è una raccolta di componimenti poetici che si ispirano al mondo antico greco e latino.
Tra questi componimenti, uno dei più noti è “Alexandros.” (come si evince dal titolo, il poeta mantiene il nome greco).
Il componimento poetico è una riflessione su Alessandro Magno: non descrive un episodio in cui lui risulta vincente bensì un momento in cui deve affrontare una scelta e si trova davanti a un ostacolo: è il discorso che Alessandro fa ai suoi uomini una volta che crede di essere giunto davanti al fiume Indo. Il motivo per il quale si ferma davanti all’Indo cambia: non è più pecche i suoi soldati non volevano
proseguire, ma perché egli crede di essere giunto davanti all’Oceano, oltre al quale non si può

andare.
All’inizio nella 1° strofa vi è il discorso che Alessandro fa ai suoi uomini una volta che crede di
essere giunto davanti alla Fine.
Nella 2° strofa c’è l’antitesi tra il movimento continuo del fiume e l’immobilità della foresta.
Nelle tre strofe successive, viene ricordato il viaggio fatto: Alessandro compie questi viaggi e si rammarica di aver compiuto tutte le sue conquiste invece di essersi fermato a sognare solamente; il sogno infatti ha una caratteristica che il vero non ha: l’infinito e l’immaginazione.
Era, infatti, più felice all’inizio del viaggio perché aveva davanti a sé questa nuova avventura cosi
come ricorda non la battaglia, ma la vigilia della battaglia di Isso, oppure ricorda quando a Pella, in
Macedonia, a cavallo di Bucefalo rincorreva il Sole.
Nella 4° strofa egli rievoca il padre Filippo di Macedonia, figlio di Amynta, e la cerimonia propiziatorio svoltasi prima della sua partenza: Timoteo, che propizia il suo viaggio suonava il flauto, come un inno sacro, e questo suono gli ha provocato il desiderio di andare oltre i limiti umani. Alessandro, però, ora si deve fermare e questo suono continua ad andare avanti verso l’ignoto e l’infinito. Questa fermata forzata fa piangere Alessandro che è preso dal desidero occhio azzurro e la perdita della speranza di realizzarlo occhio nero.
Nella 5° strofa viene fatto un accostamento tra la madre di Alessandro, Olimpiade, e Alessandro:
Olimpiade si accontenta di sognerà ed è più appagata del figlio, entrambi ricercano il mistero della
natura, ma Alessandro ha voluto impadronirsi nella realtà di questo mistero, conoscerlo e si sente
inadeguato - questo rappresenta la delusione dell’uomo moderno che non ha ancora capito tutto,
come il mistero dell’esistenza. L’universo è in movimento, passa il vento, passano le stelle, non è
un universo statico come quello di Leopardi.

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