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Vita e Opere

Franz Kafka nasce nel 1883 a Praga, da una famiglia ebrea benestante.
Al centro della narrazione di Kafka ci sono le tematiche dell’esclusione, della colpa, della condanna, dell’incomunicabilità, della solitudine, dell’angoscia dell’uomo di fronte al mistero della vita e della sua impotenza di trovare risposte sul male del mondo e l’esistenza di Dio. Queste tematiche sono espresse in romanzi e racconti che spaziano tra il fantastico, l’allegorico, lo psicologico. I suoi personaggi sono oppressi da leggi misteriose e da apparati burocratici assurdi, gravati da un oscuro senso di colpa ambiguamente legato all’innocenza.
Nel racconto La metamorfosi il commesso viaggiatore Gregor Samsa si sveglia un mattino trasformato in un gigantesco insetto e inizia una vita da parassita rinchiuso nella propria stanza-tana, lasciandosi alla fine morire di fame.

Di Kafka sono stati anche pubblicati scritti privati, tra cui Lettera al padre, mai consegnata al destinatario (il padre), in cui lo scrittore analizza la difficile relazione con il padre, personaggio autoritario che ebbe una grande responsabilità nelle sue sofferenze psicologiche.

Le tematiche della colpa e dell’innocenza

Kafka affronta temi coincidenti con problematiche reali dell’autore, che assumono significati collettivi e toccano questioni universali, relative al significato dell’esistenza (fede, ebraismo, rapporto con il padre autoritario e repressivo):
- La ricerca di Dio;
- Il disimpegno dei confronti del movimento sionista che gli provoca sensi di colpa;
- Il rapporto con il padre di traduce in un senso di impotenza nei confronti dell’autorità.
L’allegoria kafkiana e le possibili interpretazioni

Le narrazioni kafkiane presentano immagini e situazioni che creano potenti figure allegoriche che hanno significati ambivalenti, definiti dalla critica “allegorie vuote” perché vanno riempite di significato dal lettore stesso.
Nella Metamorfosi Gregor Samsa, nel disgusto crudele della sua famiglia è possibile leggere il sentimento di solitudine e incomprensione che legava Kafka al proprio nucleo familiare come una più generale condizione di colpa e interiorità che riguarda ogni individuo debole e inadatto ai mutati rapporti sociali.


Trama: La metamorfosi
Il commesso viaggiatore Gregor Samsa si sveglia, dopo una notte di sogni agiati, trasformato in un enorme insetto. La sua prima preoccupazione è che farà tardi al lavoro; infatti il padre, la madre, la sorella, che a turno bussano alla porta sollecitandolo ad alzarsi, contano su di lui per sopravvivere.

Quando finalmente la porta viene aperta, la prima reazione è per tutti di orrore, quindi la madre sviene, la sorella piange, il padre si arrabbia. Con il tempo, la vita della famiglia Samsa ritrova una sua strana normalità: il padre trova un nuovo lavoro, così come la sorella. Gregor vive invece rintanato nella sua stanza, dove solo la sorella ha il coraggio di entrare per portargli avanzi di cibo e cambiare l’aria: quando ciò avviene, per non spaventarla Gregor si nasconde. Un giorno, approfittando dell’assenza del padre, la sorella convince la madre a sgomberare la stanza dai mobili, per consentire al fratello di girare più liberamente.
Gregor però è molto contrariato da questa iniziativa perché ogni cosa che è nella sua stanza racchiude per lui un ricordo del passato. Dal suo nascondiglio segue le operazioni di sgombero, meditando su cosa fare per salvare qualcosa. Lo sguardo gli cade su un quadro appeso alla parete e quando le due donne non sono nella stanza si arrampica per aggrapparsi. Quando la madre ritorna e lo vede, sviene; la sorella si precipita a cercare qualcosa per far rinvenire la madre e Gregor la segue per aiutarla. Si trova così fuori dalla sua stanza quando il padre rincasa. Arrabbiato con il figlio, che ritiene responsabile delle difficoltà familiari, gli lancia addosso delle mele fino a ferirlo gravemente sulla schiena. Tornato nella sua stanza, dopo un’agonia di un mese, con la mela conficcata nella schiena come condanna, muore. Il suo cadavere è raccolto dalla cameriera, che lo getta nella spazzatura. I familiari, liberati dall’incubo, possono finalmente concedersi una passeggiata.

Trama: Lettera al padre

Una profonda e intima lettera scritta da Kafka ed indirizzata a suo padre, ma di fatto mai consegnata al mittente. Un padre autoritario, con un carattere tanto forte, al contrario del figlio, da rendere difficile l’instaurazione di un normale rapporto.
In questa lettera Kafka svelò la difficile relationship con il padre, dal quale riceveva esclusivamente insulti gratuiti, continui rimproveri e satira. Il difficile ed estremamente polemico carattere dell’uomo rese impossibile l’instaurarsi del consueto rapporto padre-figlio ed influì notevolmente nella formazione del ragazzo. Anche una tenera immagine come quella di un padre e di un figlio che si recano insieme al mare, per Kafka riuscì a diventare un momento teso a sottolineare le sostanziali differenze tra i due. Infatti, quando i due si spogliavano per andare in spiaggia, il piccolo Kafka non faceva altro che sentirsi inadeguato agli occhi del padre, che, al contrario suo, aveva un fisico imponente. Un carattere forte che schiaccia quello più debole e, invece di farlo avvicinare al suo modo d’essere, non fa altro che allontanarlo, sottolineando le differenze piuttosto che evidenziare i tratti comuni. Per Franz anche il negozio del padre diventa luogo infelice, dove analogamente ritrova per i commessi lo stesso trattamento a lui riservato. Tra padre e figli, la figura che si pone nel mezzo è quella della madre, che riesce sempre a far prevalere i sentimenti sulla ragione, i quali sono stati in grado di farla rimanere al fianco del marito per tanti anni. Anche la questione dell’ebraismo, poco sentita dal padre, viene usata come motivo di rimprovero nei confronti del figlio, che avrebbe dovuto interessarsene di più sebbene nemmeno lui lo facesse.
Una lettera per descrivere un conflittuale rapporto padre- figlio, con molti elementi di introspezione, ma anche per lasciar sfogo alle proprie delusione e trovare una propria identità.

 Focus: La lettera al padre, Il problema del matrimonio

Kafka per due volta tenta inutilmente di sposarsi, prima con Felice Bauer e poi con Julie Wohryzeck, osteggiata dal padre in quanto figlia di un umile calzolaio. Nel brano lo scrittore attribuisce alla presenza della figura paterna i suoi fallimenti.
Kafka sostiene che il matrimonio è la meta più alta che un uomo possa proporsi, ma per quanto riguarda se stesso si ritiene inadatto, perché è un territorio che lo costringe con un confronto col padre, dove si sente sempre perdente. Non ha il coraggio di confrontare il suo esser uomo con quello del padre, un modello non condiviso ma imprescindibile. Il matrimonio richiede doti che Kafka riconosce nel padre ma non in se stesso.

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