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Carlo Alberto Pisani Dossi (1849-1910)

Nato vicino a Pavia, si trasferì sin da piccolo a Milano dove venne a contatto con la Scapigliatura.
Vive qui il più grande conformismo, raccogliendo le contraddizioni della società in cui vive, distaccandosene e criticandola grazie all’ironia.
Nelle sue opere utilizza sia parole d’italiano correnti sia parole d’altre lingue, ma anche parole dialettali e lessico dei bambini, parole antiche (anche di derivazione latina), tecnicismi e onomatopee.
Il suo anticonformismo si manifesta anche nella prosa: in “Desinenza in A” sperimenta nuove tecniche e nuovi artifici di interpunzione, come i punti di domanda e di esclamazione al contrario, molteplici virgole (addirittura 3) e accenti sulle parole.
Nel racconto “De Consolatione Philosophiae” espone la storia di due coniugi: la moglie sta morendo e il marito studia filosofia, credendo che l’avrebbe aiutato a sopportare la morte della moglie. Si consola talmente tanto e così bene che quando la moglie sopravvive ci rimane male (aspetto dissacrante).

Scrive poi “L’Altrieri. Vita nero su bianco”, un raccolta di memorie; “Racconto di Enrico San Giorgio”, in cui usa la tecnica dell’ekphrasis (intarsio, descrivere con eleganza); e “Vita di Alberto Pisani”, considerata una delle sue più importanti opere e il continuo dell’Altrieri, in cui, partendo dal dato autobiografico, inserisce innesti romanzeschi e meta-letterari.

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