Quella dei Vociani è una corrente poetica contemporanea ai futuristi, sviluppatasi quindi agli inizi del 900.
Essi sono un gruppo di scrittori, pensatori e poeti nati a fine 800 che collaborano a “La voce”, una rivista fiorentina fondata nel 1908 da Prezzolini. Già dal titolo si evince la loro intenzione di DAR VOCE a quei giovani intellettuali che, travagliati dalle inquietudini del tempo, volevano distaccarsi dagli ideali precedenti. Rifiutano, perciò, il romanzo.
La rivista aveva due obiettivi principali:
1. Volontà di unire cultura, letteratura, politica e vita, prendendo esempio dal “Caffè” e dal “Conciliatore”, cercando di emulare Pellico, Berchet e Borsieri.
2. Ricerca letteraria
I vociani erano caratterizzati dalla loro giovinezza, dall'eterogeneità geografica e dall'esito tragico della loro vita.
I caratteri distintivi sono:
• Frammentismo
• Eticità
• Autobiografia
• Espressionismo
La prosa affine a quella di Baudelaire nel suo “Pòeme en prose” indica la presenza di:

• Romanticismo (come in “Myricae di Pascoli)
• Espressionismo.
In particolare, con “espressionismo” si intende il loro gusto per il violento, l’eccessivo e il deforme. Tutto ciò rimanda sicuramente ad una forte volontà di rottura, di dissoluzione delle norme estetiche e della ricerca di equilibrio e convenzioni naturalistiche.
L’ossessione per il dolore, il desiderio di distruzione, la morte, la predilezione per il brutto sia a livello sintattico e narrativo, invece, sono tratti tipici del Romanticismo.

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