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La poetica del Futurismo


Il futurismo è un movimento che interessa sia la letteratura che le arti figurative nel primo novecento. Il manifesto ufficiale è il Manifesto del Futurismo pubblicato da Marinetti su “Le Figaro” nel 1909, seguito dal Manifesto tecnico della letteratura futurista del 1912.
Si tratta di un gruppo di artisti che intendono rompere con la tradizione con lo scopo di portare avanti le loro istanze: l’amore del pericolo, l’essere temerari, l’abitudine all’energia.. Quindi i caratteri fondamentali della nuova poesia sono la ribellione, il coraggio e l’audacia e tutto ciò che è movimento. Esaltano la modernità e soprattutto la bellezza della velocità. Affermano che un’automobile da corsa lanciata a tutta velocità è più bella della classica Vittoria di Samotracia che fino ad ora è sempre stata considerata l’esempio classico della bellezza.
Con la loro nuova arte, i Futuristi si propongono di celebrare la guerra, unico mezzo per ripulire il modo, tutto ciò che è collegato al militarismo. Dichiarano di voler abbattere tutto quanto è collegato alla tradizione (musei, biblioteche, accademie) per combattere il moralismo e il femminismo (= disprezzo per la donna). Pertanto si può affermare che i Futuristi si muovono su due binari:
1) Dinamismo, vitalità a cui si aggiungono posizioni estreme (disprezzo della donna, amore per la guerra, amore per la rivoluzione).
2) Esaltazione della macchina e di tutto ciò che è collegato alla nuova civiltà industriale, questo in contratto con la bellezza statica dell’arte tradizionale.
Con il Manifesto tecnico della letteratura futurista (esistono anche altri manifesti tecnici per ogni tipo di espressione artistica), Marinetti dà delle regole molto precise da seguire per elaborare un testo letterario che si sintetizzano nella necessità di distruggere la sintassi tradizionale: abolire l’aggettivo, usare il verbo soltanto all’infinito, abolizione dell’avverbio, uso generalizzato dell’analogia (es. uomo-torpediniera, piazza-imbuto, ecc…) abolizione della punteggiatura e utilizzazione dei segni musicali e matematici.
 Ungaretti rifiuta il futurismo, perché le poesie dei futuristi, come Marinetti, non hanno significato ed hanno l’unico scopo di distruggere la forma tradizionale. Invece per Ungaretti lo sconvolgimento della forma non esprime una completa ribellione alla tradizione, ma rappresenta la confusione e lo stato d’animo di tutti gli uomini di quel periodo.
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