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Riassunto sul Neorealismo e Neoavanguardia


Tendenza della letteratura, del cinema, delle arti figurative, particolarmente diffusa in Italia negli anni 1945-1955. si caratterizza per una spiccata propensione al reale e per una profonda esigenza di rinnovamento culturale, dopo la tragica esperienza del fascismo e della Seconda guerra mondiale, il clima di relativo entusiasmo diffusosi nel periodo della ricostruzione e la speranza di una “rivoluzione” morale e sociale favorirono una presa di coscienza da parte degli intellettuali che sentivano di dover stabilire un nuovo rapporto con il pubblico attraverso un impegno culturale. In polemica con la letteratura del ventennio fascista, accusata di essersi estraniata dalla realtà per dedicarsi unicamente alla valorizzazione degli aspetti formali ed esteriori a scapito dei contenuti, gli scrittori intendono ora volgere lo sguardo ai problemi delle masse popolari, del contadino e dell’operaio, scoprendo il volto reale del paese. È data voce al proletariato urbano e rurale, all’antifascismo, alla questione meridionale, all’Italia della provincia. Da un punto di vista espressivo si assiste alla ricerca di una lingua semplice e diretta, antiletteraria. Sono utilizzati pertanto anche termini gergali e dialettali e non manca l’imitazione del perlato.
Tra gli scrittori influenzati dal Neorealismo ricordiamo Italo Calvino, Francesco Jovine, Vasco Pratolini, Beppe Fenoglio, Carlo Cassola e, in parte, Alberto Moravia.
Il termine Neoavanguardia si riferisce a un movimento letterario piuttosto differenziato al suo interno. Esso nasce intorno alla fine degli anni Cinquanta del Novecento, in un periodo di dibattito culturale che riguarda aspetti letterari ed etici e che discute in modo particolare il tema “Letteratura e industria”. La corrente sostiene che nessuna ideologia è in grado di interpretare in modo esauriente la realtà, e che, quand’anche tenti di farlo, non può che darne una visione distorta e falsificante. Unica possibilità è quella di “riprodurre l’oggettività neutra delle cose”, fuori dal flusso della storia. Da un punto di vista linguistico-espressivo, se il linguaggio deve rappresentare il caos della vita esso stesso sarà caotico, atto a rendere, nella sua immediatezza, l’alienazione del mondo moderno. Ricordiamo fra gli scrittori legati al movimento Alberto Arbasino, Francesco Leonetti, Luigi Malerba.
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