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Il Neorealismo

Nacque nel periodo tra le due guerre e il mondo della cultura si sentì di promuovere la rinascita morale e civile del paese e così nacque il Neorealismo, identificandolo come un movimento che accomunava attorno a sé autori che volevano raccontare l'esperienza delle guerra e delle Resistenza e dalla speranza di contribuire al rinnovamento sociale dell'Italia, indagando e rappresentando la vita quotidiana e le condizioni delle classi popolari. Al Neorealismo aderì una nuova generazione di scrittori, cresciuta durante la dittatura e la guerra, consapevole di essere scampata al massacro e desiderosa di narrare le proprie esperienze. Questa particolarità fu colta da Italo Calvino, il quale spiegò il Neorealismo non come movimento organizzato e cosciente, ma come un insieme di voci accomunato dalla voglia di raccontare.
I principali modelli stilistici e culturali sono:
-Il Verismo di Verga e Capuana, dove descrivevano la vita quotidiana dando particolare attenzione alle condizioni degli ''umili'';
-La letteratura americana del primo Novecento con Hemingway e Steinbeck;
-Il realismo italiano degli anni Trenta con Gli indifferenti di Alberto Moravia e Gente in Aspromonte di Corrado Alvaro.
I caratteri del Neorealismo sono:
-oggettività della rappresentazione, ottenuta attraverso documenti e testimonianze di fatti realmente accaduti;
-scelta di una lingua antiletteraria e frequente ricorso al dialogo, per riprodurre le modalità del linguaggio parlato.
Sulla base di queste scelte di poetica, la letteratura neorealista di espresse in due tendenze principali:
-la prima si propose di testimoniare le sofferenze della guerra, dellaResistenza, della prigionia dove ricordiamo la letteratura partigiana e memorialistica.
-la seconda si dedicò invece alla riscoperta delle tante ''Italie'' emarginate e sottosviluppate, afflitte dall'arretratezza e dalla miseria.
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