Ominide 7284 punti

Narrativa italiana durante il secondo dopoguerra

- Contesto storico-economico
Alla fine della Seconda guerra mondiale, l’Italia è ancora un Paese, la cui economia è basata sull’agricoltura e il tenore di vita si è abbassato. Durante questo periodo, inoltre, in Italia ci furono numerosi flussi migratori dal Meridione (zona la cui economia si basava maggiormente sull’agricoltura) al Settentrione (in cui l’economia lasciava spazio anche al crescente ambito industriale, che offriva più possibilità lavorative), in particolare nella città di Genova, Milano e Torino.
Durante questo periodo vi fu un aumento dell’istruzione e un’unificazione linguistica grazie alla diffusione della televisione (erano trasmessi dei programmi in cui agli adulti veniva insegnato a leggere e scrivere, come ad esempio “Non è mai troppo tardi”).

- Produzione letteraria
Con lo sviluppo dell’alfabetizzazione, la vendita di libri aumenta e negli anni Sessanta (gli anni del boom economico) l’industria editoriale ha un grande successo. La gente ha bisogno di un testo chiaro, che la storia sia comprensibile, quindi si tende a tornare alla narrazione tradizionale (ben lontana da Joyce). I letterati, in questo contesto, assumono anche il ruolo di consulenti di casi editrice, cioè collaborano con gli editori per individuare i libri che potevano fare successo.

- Contesto politico
L’Italia del secondo dopo guerra è schierata politicamente più a sinistra: nel 1956 ci fu una rivolta antisovietica.
In questo contesto, Calvino restituisce le tessere del partito comunista, da cui si
allontanano molti altri ma rimangono i progressisti (invece, Montale, per salvaguardare la libertà di pensiero, non si schiera né a destra né a sinistra).

Hai bisogno di aiuto in Contesto Storico 900?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Metti mi piace per copiare
Sono già fan
oppure registrati
Consigliato per te
Maturità 2018: come si fa il saggio breve? La guida completa