Video appunto: Svevo, Italo - Figura dell'inetto

La figura dell'inetto



Bisogna tenere presente che il primo romanzo di Svevo, Una vita, doveva essere intitolato L’inetto, ossia l’incapace di svolgere in modo sia pure approssimativo i propri compiti, l’inadatto alla vita. Secondo Svevo l’artista era infatti un inetto, perchè in una società che si fonda sulla produzione e il denaro, che valore ha l’intellettuale e l’artista che produce opere fine a se stesse.


L’editore non accettò infatti il titolo, anche perchè l’epoca di Svevo era anche l’epoca di D’Annunzio, quindi, da un lato vi era l’inetto, dall’altra il superuomo. La figura dell’inetto divenne però il filo conduttore di tutti i romanzi di Svevo. L’inetto era anche il malato, contrapposto ai sani, ossia ai borghesi. Importanti sotto questo punto di vista sono anche gli atti mancati, descritti da Freud: l'atto mancato, è un fenomeno psichico che consiste in un errore d'azione: si vorrebbe fare una certa azione e invece se ne fa un'altra. Sembrerebbe un atto involontario ma sottoposto a indagine psicoanalitica, potrebbe essere spiegato come una voglia non cosciente di farsi notare. Questi atti mancati, come il fatto che Svevo sposò la sorella sbagliata, che cercasse una quasi coincidenza astrale per l’US (ultima sigaretta), ma che l’atto di smettere fosse sempre mancato, rivelano moltissimo del protagonista.