La Coscienza di Zeno, Italo Svevo-confronti e similitudini


Nella Coscienza di Zeno, soprattutto nella parte finale del romanzo, è impossibile non trovare tracce di influenze da parte di diversi intellettuali, come Schopenhauer e Darwin, Freud e Marx. Per quanto riguarda la concezione sveviana della vita umana non si può non fare riferimento al primo citato: la concezione che ne deriva è infatti pessimistica, perché afferma che l’uomo è malato senza speranza, e per guarire deve affermare se stesso contro gli altri in modo che la sua felicità individuale vada di pari passo con la distruzione dell’umanità. Non solo: questa vittoria sugli altri, spiega Zeno, può essere raggiunta tramite la speculazione in Borsa e la guerra. Il pessimismo schopenhaueriano si fa quindi sentire, insieme all’implicita critica al capitalismo che rimanda a Marx. Questa perdita dell’autenticità porta poi alla disgregazione e alla catastrofe. E’ quindi l’uomo il male di se stesso. Questo pessimismo nei confronti di uno sviluppo sociale, e quindi di un anti-progresso, non può che ricordare il pensiero leopardiano della Ginestra.
Nel corso del brano ci sono diversi riferimenti che inducono a pensare che Zeno non stia dicendo del tutto la verità. Qando afferma di essere guarito, per esempio ai righi 11-13-14, Zeno ha un tono talmente sicuro da sembrare quasi ironico. Egli sembra dirlo come se volesse convincere il lettore ma soprattutto se stesso, che sia completamente guarito. Ma Zeno non è realmente guarito: questo stile di autodifesa, percepibile anche nelle parole che rivolge al dottor S., rimandano a ben altro argomento. Come Zeno non riuscirà a guarire, neanche l’umanità riuscirà a farlo. Nell’ultima pagina, infatti, vi è una perfetta coincidenza tra la malattia di Zeno e la degenerazione della civiltà in una catastrofe umana. La guarigione del protagonista infatti può avvenire solo attraverso la sopraffazione degli altri: “fu il commercio a guarirmi” dice Zeno al verso 23. Tutto attraverso la speculazione di guerra. Per questo motivo la sua guarigione può essere paragonata alla degenerazione altrui. Il personaggio sveviano non è altro che un anti-eroe romanzesco.
Hai bisogno di aiuto in Autori e Opere 900?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email